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Piccoli Soros crescono: dietro ProPal e ProMaduro la stessa regia
Ieri 08-01-26, 07:25
Proteste ProPal e manifestazioni pro-Maduro legate da uno stesso filo, o meglio, da uno stesso uomo. Negli Stati Uniti tutti lo chiamano «The Socialist», ma il suo vero nome è Neville Roy Singham, business man visionario e, sopratutto, milionario, con una mai celata passione per la Cina (tanto da andarsene a vivere a Shangai), per il maoismo e per le cause così dette progressiste. Sarebbe lui, o meglio, il suo denaro ad aver finanziato le recenti proteste contro la destituzione del presidente venezuelano andate in scena negli ultimi giorni in Usa; così come sarebbero fondazioni a lui legate ad aver appoggiato organizzativamente e finanziariamente le grandi dimostrazioni pro Palestina che da dopo il 7 ottobre 2023 hanno infiammato strade e campus universitari americani. A dipanare questo fil-rouge è stata la testata Usa The Free Press, media indipendente che a quanto pare sarebbe riuscito a trovare la traccia che lega Singham alle cause «leftist» più in voga. Secondo The FreePress, infatti, tra le realtà che starebbero sostenendo le manifestazioni pro Maduro ci sarebbe il newyorkese The People's Forum, un «incubatore di movimenti perla classe operaia e le comunità emarginate, che lavora per costruire unità oltre le storiche divisioni in patria e all'estero». Questa organizzazione ideatrice di cose come una «Scuola estiva di Socialismo»avrebbe ricevuto diverse donazioni da società collegate al milionario americano, esattamente come già accaduto per le associazioni che hanno animato nei mesi passati la campagna «Shut It Down for Palestine», oltre che, sempre secondo The Free Press, le proteste contro l'ICE e la Guardia Nazionale. D'altra parte, è stato lo stesso Singham ad aver dichiarato e dimostrato più volte la propria appartenenza ideologica: prima vendendo la sua azienda di consulenza informatica per investire in Cina, dove oggi vive; poi palesando, apertis verbis, le proprie simpatie politiche, descrivendo ad esempio il Venezuela di Chavez come «un luogo straordinariamente democratico». Non solo. Lo stesso The People's Forum, in alcuni tweet del dicembre 2021 ha apertamente riconosciuto il sostegno finanziario di Singham, definendolo «un compagno marxista» che «ha donato la maggior parte del suo patrimonio a organizzazioni non-profit». Aggiungendo poi: «Sembra che ad alcuni dia fastidio il fatto che riceviamo finanziamenti per la nostra politica antimperialista» e «il fatto che il nostro finanziatore sia anche un convinto antimperialista, il cui impegno risale alle Pantere Nere e alla LRBW di Detroit». A dire il vero, Singham era già finito nell'occhio del ciclone grazie ad una lunga inchiesta apparsa sul New York Times nel 2023, nella quale per la prima volta si sarebbero dimostrati i strettissimi legami tra il «filantropo» americano e il governo cinese, con tanto di dettagli su finanziamenti a società deputate a promuovere l'immagine del regime di Xi Jinping. Persino la George WashingtonUniversityglihadedicato un paper all'interno del «Programma per l'estremismo», in cui vengono squadernate le reciproche influenze tra Pcc, Singham e l'attivismo ProPal in Usa. Insomma, magari non siamo davanti al nuovo Soros, ma il metodo sembra proprio essere lo stesso.
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