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"Prelievo sproporzionato, non molliamo”. Il consulente della famiglia nel bosco e quel conflitto “micidiale”
10-04-2026, 14:47
Continua a tenere banco il caso della famiglia nel bosco. Il professor Tonino Cantelmi, psichiatra e consulente dei due genitori, è intervenuto su Radio Cusano, per discutere della questione: "I bambini si sono ritrovati a passare da un contesto armonioso, con genitori non violenti, a una casa famiglia, prima senza il padre e poi anche senza la madre. È normale che per loro ci siano delle conseguenze, nonostante ci siano delle criticità reali e ci siano stati dei problemi. Ma sono in una casa famiglia da 140-150 giorni con persone sconosciute, come può questo non incidere su di loro? Tutto viene attribuito alla madre, ma in realtà le criticità contestate dal tribunale riguardavano la casa, i vaccini, l'istruzione. I genitori hanno accettato la casa e l'istruzione, che senso ha trattenere questi bambini, se non accumulare altro dolore?". "Non penso che ci siano orchi cattivi, credo che tutti abbiano operato in buona fede, ma è un fatto che il prelievo sia stato sproporzionato rispetto alle criticità. I valori di questa famiglia mettono in discussione anche i nostri. Loro sono contro lo spreco, per la natura, contro il dio denaro, non seguono la moda. È una questione che ci interroga tantissimo. Oggi ci troviamo davanti a un dolore immenso e a tante macerie", ha proseguito Cantelmi. "Sicuramente all'inizio c'è stata un'ostilità reciproca, ma poi Catherine è andata a vivere a Bologna con i figli e sono stati seguiti dagli assistenti sociali. Si era creato un rapporto fantastico, ma qualcosa poi si è inceppato. È nato un conflitto micidiale e oggi se ne pagano le conseguenze". "Abbiamo fatto un ricorso e depositato molto materiale, ora ci auguriamo che la Corte d'Appello in qualche modo riveda il tutto, introducendo un nuovo punto di vista. I bambini hanno vissuto sempre nella dignità, a volte sconfiniamo dove non dovremmo. Non dobbiamo educare Catherine e Nathan, dobbiamo solo tutelare i bambini. Io penso che i giudici dovranno fare il loro lavoro, sono fiducioso e mi rimetto a questo. Noi non molliamo, io continuo a denunciare tutto quello che secondo me non funziona", ha concluso Cantelmi.
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