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Psicosi e Roma blindata per il killer di Casalotti: 107 segnalazioni per falsi avvistamenti
Oggi 01-07-26, 20:23
Cresce la psicosi per il killer ancora a piede libero mentre continuano ad aumentare le segnalazioni dei cittadini. Sono già 107 gli avvistamenti del presunto ricercato arrivati alle forze dell'ordine dopo la diffusione della fotografia di Shahadat Hossain, il quarantatreenne bengalese ricercato per la strage di Casalotti. Da quel momento sono giunte 74 telefonate, 21 messaggi WhatsApp, un sms e altre 11 comunicazioni inoltrate dalla Sala operativa della questura di Roma. Ogni segnalazione viene verificata dagli investigatori, che invitano chiunque abbia informazioni utili o ritenga di aver visto l'uomo a contattare immediatamente la polizia. Intanto la caccia al presunto autore del triplice omicidio prosegue senza sosta, con le ricerche ormai estese a tutta Italia e anche sul piano internazionale. Il dispositivo predisposto dagli investigatori coinvolge polizia e carabinieri con controlli alle frontiere, verifiche nei casolari abbandonati della periferia nord-ovest di Roma e perfino ispezioni lungo il fiume Tevere. Tra le ipotesi prese in considerazione resta anche quella che il ricercato possa essersi tolto la vita, senza tuttavia che al momento vi siano elementi in grado di confermarla. L'ultima traccia ritenuta significativa conduce nella zona di Selva Candida, dove nelle ultime ore si sono concentrate le attività investigative. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini nella speranza di individuare il quarantatreenne, ritenuto responsabile del triplice omicidio avvenuto venerdì sera in un appartamento di via Montiglio. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l'uomo avrebbe ucciso con una mannaia, già sequestrata, Kamal Uddin, 39 anni, la moglie Arzu, 38 anni, e la figlia Alicia, di 8 anni, ferendo gravemente anche il figlio diciottenne della coppia, unico superstite della strage. Le ricerche del fuggitivo sono state estese anche in ambito internazionale attraverso i canali di cooperazione tra le polizie. Le verifiche hanno interessato anche la provincia di Frosinone, dove il ricercato risulta residente, oltre alle aree comprese tra Casalotti, Boccea e Primavalle e le acque del fiume Tevere. Gli investigatori stanno passando al setaccio ogni possibile rifugio e analizzando tutte le segnalazioni ricevute dai cittadini. Nel frattempo emergono nuovi elementi anche sul fronte delle indagini. Se nelle prime ore era prevalsa la pista passionale, gli inquirenti stanno valutando con attenzione anche altre ipotesi. Tra queste quella di un possibile regolamento di conti legato al racket della produzione e della stampa di documenti falsi all'interno di gruppi della comunità bengalese, oppure a un'estorsione. Al vaglio anche eventuali collegamenti con l'attività politica del ricercato, impegnato nel Bangladesh Nationalist Party (BNP), dove ricoprirebbe incarichi nell'organizzazione italiana e nel comitato estero del movimento. Arrivano invece segnali incoraggianti dall'ospedale Gemelli, dove è ricoverato il diciottenne sopravvissuto all'aggressione. Il giovane, sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico per una frattura cranica con ematoma, ha registrato un netto miglioramento delle condizioni cliniche. Le salme delle tre vittime sono state trasferite all'Istituto di Medicina legale del Policlinico Gemelli, dove la Procura conferirà l'incarico per l'esecuzione delle autopsie.
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