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Referendum, Tajani: "Anche big della Sinistra votano Sì alla riforma"
Oggi 14-03-26, 17:15
“Ci sono molte autorevoli defezioni, molti uomini e donne autorevoli di sinistra che hanno detto 'noi votiamo Sì' in barba a quello che dice la sinistra'. Parliamo di Di Pietro, che non è certo un berlusconiano di ferro, dell'ex sindaco di Milano Pisapia, della vice presidente del Parlamento europeo del Pd Pina Picierno, dell'ex presidente della Corte Costituzionale Augusto Barbera”. Lo ha detto il vicepremier Antonio Tajani intervenendo alla manifestazione 'Noi diciamo SÌ', organizzata oggi all'Eur, a Roma, dai giovani di Forza Italia in previsione del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. Sul tema del sorteggio per la scelta di alcuni membri dei due nuovi Consigli Superiori della Magistratura (Csm), Tajani ha chiarito: “Il sorteggio è previsto dalla nostra Costituzione e non è un'offesa, non si sorteggiano i primi che passano, c'è una lista di magistrati competenti”. Il leader azzurro ha poi criticato il correntismo all'interno della magistratura, definendolo “il male della giustizia”: “Le correnti nascono subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando Palmiro Togliatti, leader del partito comunista, diventa ministro di Giustizia e facendo suo il pensiero di Antonio Gramsci - che aveva fatto arrestare dei fascisti mentre se ne stava al sicuro in Russia, perché era il suo avversario - diceva che per conquistare il potere bisogna conquistare le casematte del potere e la giustizia è una delle casematte del potere, è uno dei gangli del sistema democratico”. Tajani ha ricordato anche l'appoggio del Pci alla “corrente di Magistratura Democratica”, che “era la corrente dei magistrati del partito comunista italiano. Non lo nascondevano, tant'è che poi il suo leader divenne parlamentare del partito comunista, presidente della Camera dei Deputati, Luciano Violante”. Il vicepremier ha concluso l'intervento con un appello agli elettori: “Si vince o si perde questo referendum dove non c'è quorum, si vince anche per un voto e non possiamo permetterci di perdere neanche un voto, quindi andiamo tutti a votare, facciamo campagna elettorale, diamo il massimo di noi stessi” "Voto non sarà politico" Intanto monta la polemica per le parole di Giuseppe Conte, leader del Movimento Cinque Stelle, che in diversi interventi e dibattiti pubblici ha attaccato duramente le proposte della maggioranza sul referendum costituzionale, definito “salva-casta”. “Fanno sorridere le dichiarazioni di Giuseppe Conte e dei 5 Stelle che, così come il Pd e parte delle opposizioni, vorrebbero politicizzare il voto al referendum, sperando goffamente in una spallata a questo esecutivo”, ha detto Marco Cerreto, deputato di Fratelli d'Italia e capogruppo in Commissione Agricoltura, a margine del convegno “Referendum giustizia - Perché votare Sì” - organizzato a Marcianise (Caserta) dal ‘Comitato Sì', con relatore anche il giudice Catello Maresca. “Quello che il Governo Meloni vuole fare, col referendum, è modernizzare e rendere più equo il sistema giudiziario italiano - ha aggiunto - il quale oggi vive un momento di difficoltà a causa di una casta ristretta e delle correnti che inquinano la percezione che i cittadini hanno di tutta la magistratura, composta invero da gran lavoratori e da persone competenti”. Cerreto ha poi sottolineato che “il sistema del correntismo rende iniquo anche il sistema di carriera interna, dando luogo a fenomeni di disparità non più accettabili”. “La riforma vuole una magistratura rafforzata rispetto ad oggi, - ha concluso - che tuteli magistrati e cittadini, che garantisca che le funzioni giudicanti e requirenti siano realmente imparziali. Solo su questo si esprimeranno gli italiani, Conte può fare sonni tranquilli”. "Da Conte linguaggio aggressivo" Anche Elisabetta Lancellotta, deputato di Fratelli d'Italia e capogruppo in commissione d'inchiesta sul femminicidio, ha criticato l'atteggiamento di Conte: "La veemenza di Conte nell'attaccare il governo, Giorgia Meloni e le sue scelte ci lasciano decisamente colpiti - ha sottolineato - Un linguaggio forte, aggressivo, a tratti violento che poco corrisponde a quel profilo di 'avvocato del popolo' in mocassini e pochette, che però ha tradito gli interessi degli italiani”. E infine: “Frasi come 'calci in faccia' al governo sorprendono sempre, ma in particolare se pronunciate da chi non ha certo il phisique du role del macho alfa, piuttosto di chi reputa un atto intrepido farsi la manicure".
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