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Regno Unito, Starmer non molla e tenta la reconquista
Oggi 09-05-26, 20:20
Non molla la presa il premier britannico Starmer, che dopo la batosta alle elezioni amministrative ha deciso di tenere il timone escludendo di fatto l'ipotesi di dimettersi. In un incontro con i media a Londra ha riconosciuto i risultati "molto duri", ma ha comunque affermato di non voler far "precipitare il Paese nel caos". Anzi, il suo obiettivo è proprio quello di riconquistare la fiducia degli elettori attraverso una nuova strategia fino al termine della legislatura. "Credo che dobbiamo definire la strada da seguire, è quello che intendo fare nei prossimi giorni - ha detto il premier labourista - Come ci ristrutturiamo, come restituiamo alle persone la speranza nel futuro. Perché non lo abbiamo fatto abbastanza". Starmer ha ammesso gli "errori inutili" commessi dal governo, tra cui i tagli agli aiuti per i pensionati e la nomina ad ambasciatore di Washington dell'ex ministro Peter Mandelson citato per i suoi legami con Jeffrey Epstein. Fra i vari punti, il premier mira inoltre al riavvicinamento verso l'Unione europea attraverso accordi commerciali, di sicurezza e difesa, oltre al ritorno del Regno Unito al programma Erasmus+ previsto per il 2027. Come primo passo del riassetto, Starmer ha nominato l'ex premier Gordon Brown inviato speciale per la Finanza e la Cooperazione globale e l'ex vicepresidente laburista Harriet Harman consigliera per le politiche riguardanti le donne. Le due nomine, entrambe figure di grande esperienza e autorevolezza all'interno del Labour, sono interpretate come un tentativo in extremis di rafforzare l'autorità del governo, mentre nel partito cresce il numero di parlamentari che ritiene inevitabile un cambio di leadership. L'ultima a esporsi pubblicamente è stata la deputata Catherine West, che su X ha scritto che il partito ha bisogno di una nuova guida per mantenere le promesse di cambiamento. Il problema per il Labour e' che al momento non esiste un successore naturale. Tra i nomi più citati figurano il ministro della Sanità, Wes Streeting, il sindaco di Manchester Andy Burnham, che dovrebbe però prima ottenere un seggio a Westminster, e l'ex vicepremier Angela Rayner, già numero due di Starmer e dimessasi lo scorso settembre dopo uno scandalo fiscale legato alla sua abitazione.
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