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Salis, la surreale difesa di D'Orsi. Mulè: "Svegliato il sonno rivoluzione..."
Oggi 31-03-26, 12:02
Entrambi non hanno a cuore Ilaria Salis, men che meno le sue idee. Con una differenza sostanziale: se Angelo D'Orsi, ex docente di Storia delle Dottrine Politiche all'Università di Torino, conviene con l'eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra sull'inappropriatezza del “controllo preventivo” operato dalle forze dell'ordine all'alba del 28 marzo scorso nella sua stanza d'albergo; d'altro avviso è Giorgio Mulè (FI), vicepresidente della Camera dei Deputati, per cui “non c'è stato nulla di così grave” da montarci sopra un caso e gridare allo “stato di polizia” effetto del “decreto Sicurezza”, come è stato fatto dalla Salis. “Premetto che non ho nessuna simpatia per Ilaria Salis, specie dopo averla vista abbracciata con Pina Picierno (eurodeputata Pd, ndr), la pasdaran di Volodymyr Zelensky che insieme a Carlo Calenda mi definisce un putiniano”, esordisce il Professor D'Orsi durante la puntata di Quarta Repubblica, il programma di Rete 4 condotto da Nicola Porro. “Però mettetevi nei suoi panni, ti bussano alle 7.30 del mattino che tu sei ancora tra le braccia di Morfeo, e questi si accorgono solo dopo che sei un'eurodeputata?”, si chiede D'Orsi, che poi rincara la dose: “Anche se non fosse stata deputata, ciò che mi inquieta è il controllo preventivo, perché in ambito giuridico vale il principio della repressione e non della prevenzione”. In realtà aleggia ancora del mistero sulla natura di quell'intervento della polizia. Secondo l'ipotesi più accreditata al momento, sarebbe stato scaturito da una segnalazione dell'autorità giudiziaria tedesca che indaga su un possibile collegamento tra la Salis e il gruppo violento di estrema sinistra ‘Hammerbande' - la ‘banda del martello' – protagonista delle aggressioni ai danni di esponenti di estrema destra durante manifestazioni del 2023 in Germania e Ungheria. Ma la portavoce del Ministero dell'Interno tedesco non ha né confermato, né smentito, celandosi dietro un 'no comment'. Di discostante opinione è l'esponente di Forza Italia, Giorgio Mulè, che sarcasticamente richiama quel principio garantista cardine del credo politico di questo governo: “Il professore si adombrava perché è stato risvegliato il sonno della rivoluzione alle 7 del mattino, ma non sa che di solito ti vengono a bussare alle 4 del mattino e non sono belle cose, soprattutto se poi si viene assolti o scarcerati”. Un'ultima battuta: “Anch'io non condivido nulla di ciò in cui crede la Salis, ma sulle idee ci si confronta non ci si prende a martellate. C'è un'inchiesta giudiziaria in Germania che indaga sulla Hammerbande, che va in giro a pestare a sangue dei ‘pericolosi' fascisti, il che non è normale. Non è un'inchiesta sulla Salis, ma lei era con una di quelle persone”.
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