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Salvini tuona su Modena: “L'aggressore scriveva ‘bastardi cristiani' e inneggiava ad Allah”
Oggi 18-05-26, 11:06
"Se uno gira con un coltello in macchina, falcia la gente con la macchina e inneggia ad Allah su profili che sono poi stati chiusi da Facebook, allora è ancora più grave. Non era un disadattato, uno che viveva sotto un ponte e allora è doveroso allontanare dalle brave persone quelli che perbene non sono". Matteo Salvini torna così sui fatti di Modena e, intervistato a 24 Mattino, osserva che il progetto di legge per la 'cittadinanza a punti' messo a punto dalla Lega “è a prescindere da quello che è accaduto a Modena". "Lavoriamo da mesi su questa cosa, non è che una proposta di legge si mette in piedi in 24 ore, sulla base di fatti di cronaca". Il vicepremier e leader della Lega mette in guardia "sulle seconde generazioni che spesso non si integrano, per cui in certi casi prevedere revoca della cittadinanza ed espulsione sono temi su cui lavoriamo da un anno e mezzo, al di là di quanto emerge dal lavoro degli inquirenti". Salvini osserva peraltro che l'aggressore di Modena "mandava mail scrivendo 'bastardi cristiani', ma lascio agli investigatori analizzare queste cose”. Parole che fanno arrabbiare la sinistra. A rispondere è Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera, intervenuta ad Agorà su Rai Tre: “Le parole di Salvini sono molto gravi, tanto più perché arrivano da un vicepresidente del Consiglio, e aprono uno scontro nella maggioranza. Come ha detto Matteo Piantedosi, siamo di fronte a situazioni di grave disagio psicologico, su temi così delicati non serve propaganda, ma cura, prevenzione e più risorse per la salute mentale, oggi del tutto insufficienti. Senza giustificare nulla, servirebbe responsabilità istituzionale. La destra - ha proseguito Braga - continua invece a fare concorrenza a Vannacci sul terreno della paura e degli atteggiamenti razzisti, come ha fatto il capogruppo di Fdi alla Camera Bignami, associando in modo ingiusto e fuorviante stranieri e seconde generazioni alla criminalità. La verità - ha detto ancora Braga - è che i quattro decreti Sicurezza del governo non hanno migliorato la percezione di sicurezza dei cittadini. La sicurezza si costruisce con investimenti, prevenzione e inclusione, non con la propaganda”.
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