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Sanremo al via, Conti smonta i teoremi sinistri: "Sono un uomo libero"
Oggi 23-02-26, 13:52
"Giorgia Meloni? Non credo che debba venire al Festival, poi è una cittadina libera, se compra il biglietto può venire. Non decido io chi può venire o meno al Festival". Carlo Conti, conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo – ha risposto ad una domanda – su una partecipazione della premier al Festival di Sanremo. Io sono un uomo libero, e ci tengo - risponde Conti - a essere indipendente il più possibile. "La mia storia parla per me. Ho fatto il Festival con tutti i governi e ho sempre avuto la Rai dalla mia parte ma sempre in libertà". Carlo Conti non le manda a dire, a poche ore dall'inizio della kermesse, domani sera, l'ultima prova per lui dopo il successo dello scorso anno. Il conduttore ha aggiunto: "Preferisco che si dica che non so fare il mio mestiere piuttosto che qualcuno dica che sono stato chiamato per favorire o invitare qualcuno". Il direttore artistico è ritornato anche sul caso Pucci ha, poi, affermato: "Non pensavo che la sua presenza suscitasse polemiche, è stato miliardi di volte a "Zelig", gli abbiamo dato il premio all'Arena di Verona per gli incassi dei suoi spettacoli teatrali, sono andato a vederlo a teatro e non ci ho trovato niente di sconvolgente. Quando scelgo un artista non gli chiedo cosa vota ma lo scelgo perché deve fare qualcosa sul palco. Mi dispiace umanamente e professionalmente per lui ma avete visto tutti cosa è successo a Maurizio Crozza e ha avuto paura di possibili reazioni sul palco”. L'evento - Il Festival ai nastri di partenza, domani in diretta su Rai Uno, farà grandi numeri. “Questo è un periodo di grande gioia che arriva dopo aver concluso un evento epocale come le Olimpiadi di Milano Cortina che sono andate al meglio anche dal punto di vista commerciale- ha spiegato l'ad di Rai Pubblicità, Luca Poggi, in conferenza stampa all'Ariston alla vigilia della 76esima edizione del Festival di Sanremo. Sanremo - ha proseguito - non ha eguali come peso in un Paese del nostro continente. È l'evento di marketing territoriale più forte e pervasivo del mercato. Ma la più grande funzione di quello che facciamo è di aver creato un evento democratico e sociale» per «tutta la cittadinanza che vuole vivere questa magia”. Un'analisi condotta da EY ha quindi constatato che il Festival continua a risultare: un importante attore della crescita economica regionale con interessanti ricadute per il Paese, anche in termini di immagine. Dal punto di vista dei conti, Sanremo 2026 si profila all'insegna della continuità con Sanremo 2025. Se infatti l'anno scorso la kermesse canora aveva avuto un impatto economico di 245,1 milioni di euro, quest'anno si attesterà a 252,1: giusto il 2,9% in più. Questo alla luce della leggera crescita di tutti i tre parametri che lo compongono: le spese organizzative (da 47,9 a 48,2 milioni) l'attività degli spettatori e dei professionisti (da 25 a 28,3 milioni) e i guadagni da pubblicità e sponsor (da 172,2 a 175,6 milioni, quasi il 70% del totale).
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