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Sanremo: Ruotolo, 'alte cariche Stato pensano a Festival ma non a problemi Paese, surreale'
Oggi 08-02-26, 16:59
Roma, 8 feb. (Adnkronos) - "Mentre il mondo è attraversato da guerre e crisi drammatiche, mentre in Italia si vive una crisi socio-economica e ambientale devastante, accade qualcosa di francamente surreale: le più alte cariche dello Stato scelgono di occuparsi di un co-conduttore del Festival di Sanremo". Così Sandro Ruotolo, responsabile Informazione nella segreteria Pd. "La destra fa quadrato intorno a Andrea Pucci dopo la sua rinuncia alla co-conduzione di una serata del Festival, arrivata a seguito delle polemiche che lo hanno investito nei giorni scorsi. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, arriva ad accusare la sinistra di illiberalismo per le critiche rivolte a una comicità segnata da omofobia e razzismo. La seconda carica dello Stato, il presidente del Senato Ignazio La Russa, addirittura telefona al cabarettista per dirgli: 'Ripensaci'. Ma dove siamo finiti? Che cosa siamo diventati?" "Il leader del partito di maggioranza e presidente del Consiglio, il presidente del Senato e il leader della Lega nonché ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, scendono in campo per denunciare una presunta deriva illiberale della sinistra, quando in tre anni di governo hanno occupato tutto ciò che era possibile occupare: dalla Rai, trasformata in TeleMeloni e riempita di dirigenti improponibili, fino a prestigiose istituzioni culturali del nostro Paese finite sotto controllo politico. Nessuno ha invocato censure. È stato esercitato un diritto fondamentale: criticare una scelta editoriale e segnalare la pericolosità di messaggi che normalizzano odio e discriminazione. Trasformare questa critica in una presunta 'deriva illiberale' significa rovesciare la realtà. Il vero attacco alle istituzioni è l'intervento diretto del potere politico nella sfera culturale e informativa, il tentativo di intimidire il pluralismo e di occupare il servizio pubblico. Presentarsi come vittime mentre si esercita il potere senza contrappesi non significa difendere la libertà, ma indebolire la democrazia".
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