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"Schlein? Ma di cosa parla", anche Cacciari silura la Sinistra
Oggi 30-03-26, 11:17
Dopo la vittoria del No al referendum sulla Giustizia, la Sinistra canta e balla come se avesse vinto le elezioni politiche. Ma non è così, la premier Meloni lo aveva chiarito: la preferenza espressa sulla riforma non è una indicazione sul Governo. Quindi freno agli animi, specie perché il cosidetto "campo largo", che già parla di primarie, non è in sintonia su nulla nel programma elettorale. Basti pensare alla politica estera. L'ex ministro M5S Patuanelli ha già chiarito che, in caso di vittoria elettorale, verrà scaricata l'Ucraina. Diversamente, nei dem il tema è a sua volta frammentato fra chi strizza l'occhio a Conte e i riformisti che sul punto levano gli scudi. Ad accorgersi di questa debolezza politica è nientemeno che Massimo Cacciari che ieri 29 marzo, nella trasmissione Accordi e Disaccordi condotta dal giornalista Luca Sommi, ha letteralmente silurato la Sinistra e smontato la propaganda vittoriosa di una coalizione che in pompa magna porta un fantomatico vantaggio elettorale ai fatti inesistente. "Aver cominciato a parlare di primarie un secondo dopo il risultato del referendum è da pazzi - ha detto il professore, smontando poi tutte le contraddizioni del caso - Se la riforma della giustizia interessava nel merito all'1% degli italiani, le primarie del centrosinistra interessano allo 0,01% degli italiani. Le primarie del centrosinistra interessano un piffero di niente a nessuno. Interesserebbe il programma, ma non basta dire 'faremo il programma". Una dura realtà, specie per il Nazareno che nella corsa per le primarie appare già dietro ai colleghi 5 stelle, amplificando così una fagocitazione politica sempre più evidente. Cacciari torna subito all'attacco: "In ogni elezione, il centrosinistra viene fuori con 'faremo il programma' o 'dobbiamo presentare il progetto'. Ci sono diversi nodi, che hanno nome e cognome, da risolvere. Su questi temi non c'è nessuna unità. Non si è formata nessuna unità, di cosa parla la Schlein? Questioni fiscali e tributarie, dov'è l'unità? Per salvare il welfare bisogna fare una politica fiscale aggressiva sui profitti, sulle banche, sui redditi più alti. Dove li trovate i soldi? Sotto il cavolo?". Insomma, dietro alla narrazione della Sinistra postuma al referendum si nascondono buchi e contraddizioni di una coalizione disunita e divergente su tutto, che però continua a proseguire insiem non per proporre un'alternativa al paese ma solo per opporsi al governo. Sintomo, questo, di una profonda debolezza.
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