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Sorelle scomparse, il tribunale fa decadere la responsabilità genitoriale della madre
Oggi 24-06-26, 10:47
Le avevano cercate per giorni. Le due sorelle minorenni, allontanatesi dalla comunità educativa di Civitella Alfedena, in provincia dell'Aquila, erano poi state rintracciate dai carabinieri a Formia, sul litorale laziale, al termine di un blitz che aveva posto fine a ore di apprensione. Ora, a distanza di settimane da quella vicenda, è arrivato il pronunciamento del tribunale che ne ridisegna il quadro giuridico e familiare in modo sostanziale. Il Tribunale di Cassino ha depositato, lo scorso 28 maggio, un provvedimento con cui ha dichiarato la decadenza dalla responsabilità genitoriale nei confronti della madre delle due bambine. Una decisione netta, motivata con dovizia di argomenti e fondata su un'istruttoria che i giudici definiscono “ampia”, condotta nel corso di mesi attraverso strumenti tecnici e amministrativi di diversa natura. A sostenere il provvedimento non vi è un'unica fonte, ma una convergenza di accertamenti: una consulenza tecnica psicologica disposta d'ufficio dal tribunale, le relazioni redatte dai servizi sociali del Comune di Minturno, in provincia di Latina, e quelle prodotte dall'azienda sanitaria locale competente per territorio. Un quadro composito, che nel suo insieme ha restituito ai giudici l'immagine di una situazione familiare segnata, nel tempo, da quello che il collegio definisce un insieme di “condotte manipolative e disfunzionali” riconducibili alla figura materna. Dagli atti del procedimento emerge inoltre una «pervicace opposizione» della donna alla ripresa di un rapporto tra le figlie e il padre. Gli incontri protetti, strumento tipico in questi procedimenti per garantire la continuità affettiva in contesti di conflitto genitoriale, sarebbero stati sistematicamente ostacolati. Il risultato, secondo i giudici, sarebbe stato l'instaurazione nelle minori di un “forte conflitto di lealtà”: quella condizione psicologica, ben nota alla letteratura specialistica, in cui il figlio si trova a percepire come incompatibili l'amore per l'uno e per l'altro genitore, con effetti potenzialmente duraturi sull'equilibrio emotivo. Nel corso del procedimento, la donna aveva chiesto che le figlie potessero rientrare presso la propria abitazione. Il tribunale ha rigettato l'istanza, confermando il collocamento delle bambine nella comunità educativa di Civitella Alfedena, la stessa struttura dalla quale le minori si erano allontanate nelle settimane precedenti. La decisione, nelle motivazioni dei giudici, appare coerente con la valutazione complessiva del contesto familiare emersa dagli atti. Al termine del provvedimento, il collegio ha rivolto alla madre un formale invito ad avviare “con urgenza” un percorso psicoterapeutico di sostegno alla genitorialità: non una sanzione aggiuntiva, ma una misura orientata - almeno nelle intenzioni del tribunale - alla possibilità di una futura ricomposizione del ruolo materno. Sul versante paterno, il quadro si presenta diverso. Il tribunale ha revocato la sospensione della responsabilità genitoriale precedentemente disposta nei confronti dell'uomo. Va ricordato che a suo carico era stato avviato un procedimento penale, originato da alcune dichiarazioni rese dalla figlia maggiore. Quel procedimento si è tuttavia concluso con un provvedimento di archiviazione, emesso dal giudice per le indagini preliminari su conforme richiesta del pubblico ministero: nella motivazione si faceva esplicito riferimento alla “forte vulnerabilità e suggestionabilità” riscontrata nella minore, elementi che avevano inciso in modo determinante sulla valutazione del materiale dichiarativo acquisito. Nonostante la revoca della sospensione, il tribunale ha disposto che le bambine rimangano affidate ai servizi sociali per un periodo di ventiquattro mesi, con la conferma del sindaco di Minturno nel ruolo di tutore. Il recupero del rapporto con il padre seguirà un percorso graduale di incontri protetti, pensato per accompagnare le minori senza forzature verso una normalizzazione dei legami familiari.
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