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SpaceX, debutto storico a Wall Street. Ora Elon Musk vale mille miliardi
Oggi 12-06-26, 20:14
Alla fine è successo davvero. Elon Musk non si è limitato a conquistare le auto elettriche, i social network, l'intelligenza artificiale e i lanci spaziali. Ha conquistato anche la storia della finanza. Oggi SpaceX ha debuttato contemporaneamente al Nasdaq e al nuovo listino del Texas, una prima assoluta per i mercati americani. E lo ha fatto con numeri che fino a pochi anni fa sarebbero sembrati fantascienza persino agli sceneggiatori di Hollywood. L'offerta ha attribuito alla società spaziale una valutazione di 1.780 miliardi di dollari, la più alta mai registrata per una quotazione. Gli investitori istituzionali e i piccoli risparmiatori si sono letteralmente gettati sull'operazione acquistando 555,6 milioni di azioni collocate a 135 dollari ciascuna. Ma il mercato ha immediatamente deciso che quel prezzo era troppo basso. Nelle prime contrattazioni il titolo è schizzato fino a 175 dollari. Non importa se la società è ancora lontana dalla soglia di efficienza: fattura 18,7 miliardi di dollari e ne perde 4,9. In altre parole Wall Street voleva SpaceX a qualunque costo. E il principale beneficiario dell'entusiasmo collettivo è stato naturalmente Elon Musk. Già uomo più ricco del pianeta prima della quotazione, con un patrimonio stimato da Forbes in 981 miliardi di dollari, il fondatore della società è diventato il primo individuo della storia a superare la soglia psicologica dei mille miliardi. Un traguardo che fino a ieri apparteneva alla categoria delle fantasie futuristiche e che oggi entra ufficialmente nei manuali di economia. La raccolta complessiva dell'offerta ha sfiorato i 75 miliardi di dollari, altro record assoluto. Ma sarebbe un errore leggere questa operazione soltanto come una gigantesca raccolta di denaro. Per Musk il mercato azionario rappresenta soprattutto un gigantesco serbatoio di carburante finanziario per alimentare la sua vera ossessione: Marte. Perché, come emerge dai documenti societari, una parte della futura remunerazione del fondatore è legata a un obiettivo che nessun consiglio di amministrazione aveva mai osato scrivere nero su bianco. Non fatturato. Non utili. Non dividendi. Una colonia permanente di almeno un milione di persone sul Pianeta Rosso. In pratica, mentre i manager tradizionali ricevono bonus se aumentano i margini operativi, Musk potrà incassare premi se riuscirà a trasformare Marte in un nuovo continente abitato. È la differenza che passa tra gestire una società e tentare di riscrivere la geografia del sistema solare. Durante una conversazione trasmessa sulla piattaforma X con Jamie Dimon, amministratore delegato di JPMorgan, Musk ha raccontato che da circa dieci anni amici, consulenti e banchieri gli ripetevano sempre la stessa frase: 'Quota SpaceX'. Per anni ha resistito. Ora invece ha cambiato idea. Il motivo è semplice. O meglio: semplice secondo gli standard di Musk. SpaceX intende mettere in orbita centomila satelliti Starlink di nuova generazione. "Chiunque tu sia, ovunque tu stia guardando, voglio dirti che SpaceX vuole portarti sulla Luna, portarti su Marte e, alla fine, ancora più lontano", ha detto Elon Musk ai dipendenti e alle persone connesse in diretta intervenendo dalla sede di Starbase nel giorno dell'apertura delle contrattazioni al Nasdaq dell'azienda.
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