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Stangata elettriche, chi paga e quanto da luglio per entrare in Ztl
Oggi 03-03-26, 09:01
Tariffa secca: mille o 500 euro l'anno a seconda della categoria di utenza (e non del tipo di veicolo), a prescindere dalla dimensione del mezzo elettrico con cui si vuole entrare in Ztl. Che si tratti di una berlina o di un'utilitaria, il costo del permesso che entrerà in vigore il 1° luglio non cambia. Eppure il Comune di Roma ha motivato il provvedimento con la «congestione del traffico» e la attuale «già limitata disponibilità di spazi e di parcheggi». Dovrebbe pur cambiare qualcosa, allora, in termini tariffari tra una vettura lunga quasi cinque metri e un'altra che non arriva a tre. Soprattutto visto che in Centro si tende, in modo irregolare, a parcheggiare anche dove non si può. Invece, scorrendo la tabella allegata alla delibera di giunta approvata a fine febbraio, di differenze non se ne vedono. Sempre che da Palazzo Senatorio non spunti qualche cavillo dell'ultimo minuto, magari per «aggiustare» in corsa una misura annunciata due volte in due settimane senza - peraltro - riuscire a chiarire le prevedibili perplessità dei romani. Anzi, a confusione si è aggiunta altra confusione e a sentire le categorie interessate inizia a montare anche la rabbia. Ma chi deve iniziare a pagare da luglio, e quanto? Proviamo a fare chiarezza. RESIDENTI O DOMICILIATI? La prima differenza riguarda chi vive dentro la Ztl. Se si è residenti, l'accesso con auto elettrica resta gratuito. Diversa è la questione se si ha solo il domicilio, con residenza altrove: in questo caso per la Ztl Centro storico bisognerà pagare mille euro l'anno, per la Ztl Trastevere 500 euro l'anno. Resta invece gratis l'accesso per i domiciliati nelle Ztl Testaccio e San Lorenzo. LAVORATORI Passando alle categorie produttive, il discorso è molto più articolato. All'annunciata gratuità per gli artigiani con laboratorio dentro la Ztl, scorrendo le tabelle si scopre che questo vale solo per il primo permesso associato a un mezzo elettrico. Il secondo costerà mille euro. Stessa tariffa per chi ha un'autofficina in Ztl mentre continuerà ad accedere gratis chi rientra nella categoria dei lavoratori notturni. Questo, a quanto pare, perché anche il Comune sa che di sera sui mezzi pubblici si può fare poco affidamento. La stessa logica sembra avere spinto il Campidoglio a imporre un pass di transito a 500 euro l'anno per le cosiddette «attività terziarie ubicate in Ztl con posto auto». Dovrebbe rientrarci ad esempio chi lavora nelle strutture alberghiere, mentre per far arrivare gli ospiti in auto («green») la tariffa raddoppia. Un rompicapo non da poco, come quello che troviamo alla voce «operatori in pronta disponibilità». Non sono idraulici o fabbri ma solo professionisti della sanità sempre reperibili, come gli infermieri, che continueranno a entrare gratis. Esordisce invece la tariffa annuale di 360 euro per chi guida un autocarro elettrico (fino a 3,5 tonnellate), inclusi quelli utilizzati per il trasporto merci, con buona pace di quelle attività imprenditoriali che hanno investito in una flotta green proprio per risparmiare sulla Ztl. Magra consolazione quella dei carnet, da 75 a 300 euro a seconda del numero di accessi desiderati. E TUTTI GLI ALTRI? Mille euro è la tariffa prevista per una lunga serie di categorie, dai servizi di vigilanza ai giornalisti fino al personale di sindacati, partiti politici, ordini professionali e ambasciate. Anche chi ha un mezzo elettrico, oppure lo ha preso in affitto o a noleggio a lungo termine, e non rientra in nessuna particolare categoria dovrà sborsare la cifra piena. Mille euro. PARCHEGGI E IBRIDE Venti giorni fa il Campidoglio ha annunciato anche che le auto «mild hybrid» (quelle senza spina, per intenderci) dovranno cominciare a pagare le strisce blu, a differenza dei «full hybrid» e «plug in hybrid», per cui la sosta resterà gratis come oggi. Il provvedimento però al momento è bloccato: c'è il sospetto che, così come è stata formulata in una direttiva dell'assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè, la differenza tra vetture ibride possa essere considerata arbitraria e quindi dar luogo a una sfilza di ricorsi con alte probabilità, per il Comune, di sconfitta. Meglio pensarci qualche giorno in più.
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