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Stop al gas dalla Russia. L'Europa stacca il tubo e diventa indipendente da Mosca
27-01-2026, 08:13
L'Europa stacca ufficialmente il tubo del gas russo, scrivendo la parola fine su quattro anni di minacce più o meno reali sulla volontà di fare a meno del metano di Mosca. Dopo un primo sì della Commissione europea, lo scorso dicembre, è arrivato l'accordo politico. Con i 27 Paesi membri che hanno adottato ufficialmente (Slovacchia e Ungheria hanno votato contro, annunciando addirittura ricorso, mentre la Bulgaria si è astenuta) i regolamenti per la graduale cessazione delle importazioni russe nell'Ue sia di gas naturale da gasdotto, sia che di Gas naturale liquefatto, ovvero Gnl. L'enfasi non è mancata, tanto che nella nota diffusa dal Consiglio Ue riunitosi ieri, il regolamento in questione è stato definito «una pietra miliare fondamentale per il raggiungimento dell'obiettivo di porre fine alla dipendenza dall'energia russa». Insomma, da oggi il mercato dell'energia europeo entra in una nuova dimensione, fatta, essenzialmente, di gas liquefatto importato per gran parte dagli Usa (discorso che vale soprattutto per l'Italia), di forniture di metano dall'Africa, anche e non solo grazie a teste di ponte come Eni e di rincorsa al nucleare. E proprio l'atomo, a questo punto, diventerà per forza di cose non più un'opzione per l'Italia, ma più una scelta obbligata. Ad eccezione della Francia, senza il gas russo e con la domanda di elettricità in aumento, l'Europa dovrà per forza di cose procacciarsi nuove fonti. E l'Italia non sarà da meno. Certo, nelle more che lo Stivale torni all'energia atomica (il ddl Nucleare è approdato da un pezzo in Parlamento), bisognerà continuare ad attrezzarsi con il Gnl importato dagli Stati Uniti, di cui oggi l'Italia fa già un largo uso. Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha parlato in tal senso di una probabile schiavitù dell'Europa, costretta a comprare gas da altri fornitori. «Per ora», ha affermato Zakharova in una intervista con il canale tv Zvezda ripresa dalla Tass «è difficile prevedere con precisione se si tratta di felici vassalli o di infelici schiavi, il tempo lo dimostrerà. Ma in ogni caso hanno rinunciato alla libertà». Tornando all'accordo di ieri tra i 27, il regolamento, che a differenza di una direttiva è obbligatorio in tutti i suoi elementi ed è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri dal momento dell'entrata in vigore, prevede che l'importazione nell'Ue di gas dalla Russia, sia via tubo che sotto forma di gas naturale liquefatto venga proibita, con una certa gradualità. Il divieto si applicherà sei settimane dopo l'entrata in vigore del regolamento, mentre i contratti in essere godranno di un periodo di transizione.
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