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Strage di Capodanno, il titolare si tradisce coi pm: "Uscita di sicurezza chiusa dall'interno"
Oggi 11-01-26, 14:54
Dopo che la moglie lo ha avvertito dell'incendio al "Costel" Jacques Moretti, che la notte di Capodanno era in un altro locale della coppia, si è precipitato sul posto. Non è riuscito a entrare dall'ingresso principale, e si è recato sul retro del bar dove l'unica via di fuga era chiusa a chiave. La porta dell'uscita di sicurezza "era chiusa e bloccata dall'interno con il chiavistello", ha ammesso nell'interrogatorio Moretti, "l'abbiamo forzata" e ha scoperto nel locale decine di feriti e una persona morta, la cameriera di 24 anni. "Era come una sorella", dice l'uomo che afferma di averle fatto manovre di rianimazione per un'ora. È quanto emerge dai verbali dell'interrogatorio di Jacques e Jessica Moretti dopo l'incendio del bar Le Constellation di Crans-Montana. nel cantone Vallese della Svizzera, in cui sono morte 40 persone - tra cui sei giovani italiani - e 116 sono rimaste ferite in quella che è stata definita la strage dei ragazzi vista la giovane età dei frequentatori del locale della prestigiosa località sciistica. "A mezzanotte c'era pochissima gente", ha raccontato la donna secondo quanto riportato dal Corriere della Sera. Poi la gente è aumentata considerevolmente. "All'improvviso, ho sentito un movimento della folla. Ho visto le fiamme arancioni in un angolo del bar", "ho subito urlato “uscite tutti”", ha detto. Il riferimento è alle bottiglie scintillanti, con le bacchette pirotecniche attaccate sopra. Jessica a quel punto esce dal locale, a quanto pare senza difficoltà nonostante la scalinata stretta e ripida sotto a cui molti moriranno, e ha chiamato i pompieri e il marito. L'uomo agli inquirenti ha spiegato che il Costel "l' ho rinnovato dalla A alla Z dopo averlo acquistato nel 2015", "Il servizio antincendio (del Comune, ndr.) ha fatto due o tre controlli" in dieci anni senza fare "richieste di interventi o modifiche". Sulle bottiglie fiammeggianti Jessica Moretti ha detto che "duravano 30-40 secondi, il tempo del viaggio dal bar al tavoli. Non lasciavamo mai che i clienti le maneggiassero. Quando si spegnevano le immergevamo in un bicchiere d'acqua". Sui camerieri a cavalcioni l'uno sull'altro per portare le bottiglie la donna afferma che "non si faceva sistematicamente. Non ho mai impedito loro di farlo, ma non li ho mai costretti".
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