s
Torino: Cassazione annulla con rinvio, l'imam Shahin resta libero
Ieri 09-01-26, 21:15
La Cassazione ha annullato con rinvio il provvedimento a carico dell'imam di Torino Mohamed Shahin che resta libero nell'attesa del nuovo giudizio della Corte d'appello torinese. Lo apprende LaPresse da fonti qualificate. Il 30 dicembre scorso, la Corte d'Appello di Caltanissetta aveva confermato il no all'espulsione dall'Italia per Shahin, colpito da un provvedimento emesso dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. Solo due settimane prima, era stata la Corte d'Appello di Torino a pronunciarsi sul caso, stabilendo che Shahin doveva essere rilasciato dal Cpr nel quale era stato trasferito a fine novembre. L'annuncio del ricorso in Cassazione contro la decisione dei giudici era stato dato dal Viminale nel mese di dicembre, quando la Corte d'Appello di Torino aveva stabilito che l'imam fosse rilasciato dal Cpr nisseno. Quarantasette anni, sposato e con due figli piccoli, Shanin era stato prelevato dalla polizia perché destinatario di un provvedimento di espulsione e rimpatrio firmato dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. Shahin, avevano scritto i giudici di Torino, non è un "soggetto pericoloso", è "incensurato" e i contatti con soggetti legati al mondo del terrorismo "sono isolati e decisamente datati". L'imam, difeso dagli avvocati Gianluca Vitale e Fairus Ahmed Jama, era stato raggiunto dal decreto di espulsione per aver sostenuto, nel corso della manifestazione pro Pal di Torino del 9 ottobre di essere "d'accordo con quello che è successo il 7 ottobre" 2023, giorno della strage di Hamas. Le parole di Shahin, per i giudici, non integrano reato, ma sono "espressione di pensiero", tutelata sia dall'Articolo 21 della Costituzione sia dall'articolo 10 della Cedu. "Altro" è la "condivisibilità o meno di tali affermazioni e/o la loro censurabilità etica e morale, ma tale giudizio non compete in alcun modo a questa Corte e non può incidere di per sé solo sul giudizio di pericolosità in uno Stato di diritto e non può incidere di per sé solo sul giudizio di pericolosità in uno Stato di diritto, risultando quindi del tutto inconferente ai fini che interessano in questa sede, contrariamente rispetto a quanto sostenuto dalla Questura". Shahin, presente in Italia da oltre 20 anni e "perfettamente integrato e inserito", è un "soggetto completamente incensurato" e "non vi sono concreti elementi" per formulare "un eventuale giudizio di pericolosità". L'imam era stato colpito dal provvedimento di espulsione firmato dal ministro Piantedosi, e il fascicolo era anche stato secretato. Il 30 dicembre scorso, era stata la corte La Corte d'Appello di Caltanissetta a confermare il no al rimpatrio in Egitto di Shahin. I giudici nisseni avevano ritenuto concreto il rischio di pericolo di vita, qualora fosse rimpatriato in Egitto, Paese che ha lasciato oltre 20 anni fa per stabilirsi in Italia.
CONTINUA A LEGGERE
6
0
0
Guarda anche
Libero Quotidiano
