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Troppa Inter, Lazio ko: gara senza storia
Oggi 10-05-26, 14:41
Peggio di così non poteva andare la prova generale, resta solo la speranza che mercoledì la finale di Coppa Italia possa avere un epilogo diverso. Troppa Inter, poca Lazio, in più il rosso di Romagnoli decretato dal Var che fa perdere il derby al ministro della difesa biancoceleste, non proprio un'altra buona notizia. Tris nerazzurro, segnano Lautaro, Sucic e Mkhitaryan: gara senza storia. Dall'altra parte solo amarezza e la sensazione che troppi giocatori siano arrivati coi cerotti all'appuntamento più importante della stagione. Sarri rilancia Gila e Rovella dall'inizio, in attacco il tridente è formato da Cancellieri, Noslin e Pedro, unico dei tre diffidati in campo (Tavares e Taylor restano in panchina e con l'arbitro Abisso meglio così). Chivu con lo scudetto sul petto e il tifo di uno stadio quasi tutto nerazzurro regala minuti a Lautaro e conferma Thuram per mettere pressione alla linea difensiva della Lazio. Stavolta l'aquila Flaminia atterra sul trespolo ma si concede un volo più lungo quasi volesse fare paura ai 15mila interisti presenti all'Olimpico (solo lei ci riesce). Tutti si aspettano una gara a scacchi, nessuno ha voglia di scoprirsi, la testa è alla sfida che tra quattro giorni assegnerà la Coppa Italia 2026. Però, bastano pochi secondi, per capire che i campioni d'Italia fanno sul serio. Al'6' rimessa laterale di Bisseck, sponda di Thuram e girata di Lautaro con la difesa della Lazio immobile. Dominio totale, l'Inter scherza, la creatura di Sarri viene sovrastata in ogni zona del campo con Rovella in evidente ritardo su tutte le giocate degli avversari. Al tramonto di un primo tempo fatto di possesso palla e accelerazioni a sinistra con Carlos Augusto e a destra con Diouf, arriva il meritato raddoppio di Sucic. Lo stadio chiede un saluto a Chivu che risponde quasi si trattasse di un'amichevole di metà settimana. Dopo l'intervallo subito Frattesi e Bonny tra gli ospiti, Sarri preferisce aspettare a cambiare qualcosa nella sua squadra che sembra svuotata al netto della superiorità dei nerazzurri. Dopo una decina di minuti, fuori Gila, Cancellieri e Rovella, dentro Provstgaard, Isaksen e Patric. Purtroppo la partita si complica: rosso diretto per Romagnoli, fallo col piede un po' alto su Bonny (l'arbitro Abisso, richiamato al Var toglie al difensore il derby della prossima settimana). Una catastrofe ma, tant'è, biancocelesti in dieci, Chivu sente odore di goleada inserendo Luis Henrique e Dumfries per aumentare la spinta sulle fasce. A sorpresa Carlos Augusto salva sulla linea il possibile 1-2 dopo un tiro chirurgico del danese che, poco dopo, impegna anche il Martinez portiere in una parata non semplice. Poi l'Inter cala il tris con Mkhitaryan dopo l'errore in uscita della Lazio e comincia la festa dell'Olimpico nerazzurro. Ora la sfida di coppa ma la creatura di Sarri ci arriva malissimo.
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