s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Trump strappa una tregua in Ucraina: "Ho chiamato Putin e ha detto sì"
Oggi 29-01-26, 19:20
In un frangente agitato sul fronte interno, con le polemiche su ICE e la situazione in Minnesota, il presidente americano Donald Trump rilancia i temi della politica estera. «A causa del freddo estremo, ho chiesto personalmente al Presidente Putin di non aprire il fuoco su Kiev e le altre città per una settimana durante questo periodo e lui ha accettato di farlo. E devo dire che è stato molto bello», ha dichiarato Trump, parlando alla riunione del suo Governo. «Molti hanno detto: "Non sprechi la telefonata. Non lo otterrà". E lui l'ha fatto, e siamo molto contenti che l'abbiano fatto, perché oltre a tutto il resto, non è quello di cui hanno bisogno, missili che colpiscono le loro città. Quindi ho pensato, dovrei dire che ho pensato che fosse una cosa molto, molto buona, e l'Ucraina quasi non ci credevano, ma ne erano molto felici, perché stanno lottando duramente», ha aggiunto. Sul Medio Oriente, Trump ha annunciato che «a quanto pare» Hamas ha accettato di «disarmarsi». «Molte persone dicono che non disarmeranno mai. E invece sembra che lo faranno», ha dichiarato durante una riunione di Gabinetto alla Casa Bianca. Ha anche dato atto del fatto che Hamas «ci ha aiutato con (il recupero dei) corpi, il loro rimpatrio, e le famiglie ci sono molto grate». Da parte sua, l'inviato speciale Steve Witkoff ha accolto con favore il fatto che «i terroristi sono stati cacciati e stanno per essere smilitarizzati». «Lo faranno perché non hanno scelta. Si arrenderanno. Rinunceranno agli AK-47», ha aggiunto. Ieri Hamas si è dichiarata pronta a un «trasferimento completo del Governo» della Striscia di Gaza il più rapidamente possibile. DIcevamo del fronte interno. Trump ha concluso la riunione di Gabinetto alla Casa Bianca senza dare la parola alla Segretaria alla Sicurezza Interna, Kristi Noem, al centro delle polemiche per le operazioni anti-immigrazione a Minneapolis e in altre parti del Paese. Un segnale delle tensioni in corso, che hanno spinto il Presidente USA ad inviare lo «Zar dei confini» Tom Homan in Minnesota per prendere il controllo delle operazioni. Il Presidente non ha neanche lasciato spazio alla consueta sessione di domande e risposte con i giornalisti, anche se nel pomeriggio sono in programma altri eventi. Nel corso della riunione, non tutti i membri del Gabinetto hanno preso la parola, come anticipato dallo stesso Trump, che ha chiesto una riunione «breve». E tuttavia, proprio a seguito della situazione in corso, Noem era tra le figure più attese.
CONTINUA A LEGGERE
3
0
0
