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Trump telefona a Netanyahu e poi minaccia l'Iran: "Datevi una mossa o di voi non resterà nulla"
Oggi 17-05-26, 21:29
Una telefonata di trenta minuti con il premier israeliano Benjamin Netanyahu e un post minaccioso su Truth. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump continua a esercitare la massima pressione su Teheran con l'obiettivo di raggiungere un accordo che possa soddisfare i suoi 'desiderata' e, nel frattempo, pensa se sferrare un nuovo attacco militare. Proprio questo - secondo fonti israeliane - è stato il tema centrale del colloquio del Capo della Casa Bianca con Netanyahu. "Trump deve prendere una decisione. Se decidesse di riaccendere le ostilità, è probabile che Israele verrebbe coinvolto", hanno spiegato le stesse fonti ai media di Tel Aviv. Benjamin Netanyahu si è detto preparato "a ogni scenario" con Israele che "tiene gli occhi aperti" riguardo a ciò che può accadere nella guerra con l'Iran. In serata poi Trump si è rivolto direttamente ai governanti iraniani con un messaggio minaccioso tramite il social network Truth. "Per l'Iran, il tempo stringe e farebbero meglio a darsi una mossa, in fretta, altrimenti non rimarrà più nulla", ha scritto il presidente americano che, secondo quanto filtra, martedì dovrebbe tenere una riunione nella Situation Room con il team per la sicurezza nazionale. Obiettivo: discutere le opzioni per un'eventuale azione militare. Nel frattempo la diplomazia continua a tessere la tela nella speranza di fermare l'escalation del conflitto. Il ministro degli Interni pakistano si è recato in Iran dove ha incontrato il presidente Masoud Pezeshkian mentre il primo ministro di Islamabad, Mohammad Sharif, ha avuto un colloqui con l'omologo qatarino Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani. Nelle ultime ore però i droni sono tornati a volare nel Golfo Persico con un attacco che ha provocato un incendio all'esterno della centrale nucleare di Barakah ad Al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti. Non si registrano feriti né danni all'infrastruttura ma resta il segnale di una tensione evidente mentre il Medioriente rischia di precipitare nuovamente in una guerra aperta su larga scala che prolungherebbe la crisi energetica globale innescata dal conflitto. I Paesi del Golfo hanno condannato con forza l'accaduto mentre gli Emirati hanno precisato che i droni provenivano "da Occidente" e sono in corso le indagini per determinare "la fonte degli attacchi". Teheran infine - oltre al blocco dello Stretto di Hormuz - avrebbe messo sotto la lente di ingrandimento anche i cavi sottomarini che passano sotto al braccio di mare e che veicolano un enorme traffico internet e finanziario tra Europa, Asia e Golfo Persico. A dirlo è la Cnn secondo cui le autorità iraniane vorrebbero imporre un canone alle più grandi aziende tecnologiche del mondo per l'utilizzo dei cavi mentre i media statali hanno velatamente minacciato interruzioni del traffico dati qualora le aziende stesse non pagassero.
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