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"Una coalizione per riaprire lo Stretto". La sfida di Starmer per Hormuz
Oggi 01-04-26, 17:42
Il premier britannico Keir Starmer ha annunciato che il Regno Unito ospiterà un vertice sulla situazione riguardante lo Stretto di Hormuz per trovare soluzioni alla crisi attuale. Secondo quanto riferiscono i media britannici, Starmer ha precisato che il summit esaminerà tutte le possibili soluzioni politiche e diplomatiche per garantire la sicurezza della rotta marittima. "È sempre più evidente che, mentre il mondo continua a percorrere questa strada instabile, il nostro interesse nazionale a lungo termine richiede una partnership più stretta con i nostri alleati in Europa e con l'Unione Europea". A dichiararlo è stato il premier britannico Sir Keir Starmer, per il quale sono stati compiuti "progressi" su questo fronte dopo i "gravi danni" causati dalla Brexit all'economia. "Le opportunità per rafforzare la nostra sicurezza e ridurre il costo della vita sono semplicemente troppo importanti per essere ignorate". "Pertanto, nelle prossime settimane annunceremo un nuovo vertice con i nostri partner dell'UE. E posso anticiparvi che in quel vertice il Regno Unito non si limiterà a ratificare gli impegni già presi al vertice dello scorso anno: vogliamo essere più ambiziosi. Una cooperazione economica più stretta, una cooperazione in materia di sicurezza più stretta, una partnership che riconosca i nostri valori condivisi, i nostri interessi condivisi e il nostro futuro condiviso". Starmer ha quindi voluto sottolineare che non si tratta di operare una scelta tra Stati Uniti ed Europa: "Non intendo scegliere perché credo che sia nel nostro interesse avere un rapporto solido sia con gli Stati Uniti che con l'Europa. Tuttavia, ritengo che, in materia di difesa e sicurezza, emissioni energetiche ed economia, abbiamo bisogno di un rapporto più forte con l'Europa. Credo che questo contribuirà a rafforzare i nostri rapporti con gli Stati Uniti, perché i presidenti che si sono succeduti hanno affermato che l'Europa deve fare di più in termini di difesa e sicurezza. Ho sempre sostenuto, insieme ai colleghi europei, che dovremmo fare di più. E questo non riguarda solo, ad esempio, le spese per la difesa; riguarda anche come spendiamo, come collaboriamo e come cooperiamo".
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