s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Veltroni intervista l'AI, autocelebrativo capolavoro dell'assurdo
Oggi 03-05-26, 09:20
«Adesso basta parlare di me, parliamo di voi. Voi cosa ne pensate di me?». In questa battuta di Bette Midler si può riassumere la paradossale intervista di Walter Veltroni all'intelligenza artificiale Claude pubblicata sul Corriere della Sera. Un capolavoro dell'assurdo che è stato accolto in rete più o meno dalla stessa infinità di pernacchie riservate alla celebre disamina di Alain Elkann sui "lanzichenecchi" in treno e all'editoriale di Massimo Giannini sullo smart working. Tre esempi di ultragalattica lontananza di certa sinistra dalla realtà contemporanea, fra i quali spicca l'ultimo cimento di Veltroni. In ultima analisi un mero esercizio autocelebrativo (fingiamo sorpresa). Tra uno spot alla Anthropic, la società produttrice dell'Ai Claude, maldestri tentativi di discussione sui massimi sistemi e un noiosissimo questionario nel quale le risposte della "macchina" finiscono per essere meno sterili degli interrogativi dell'umano, l'intervista sembra il pretesto da parte di Veltroni per elogiare la propria capacità maieutica. Claude si definisce onorato di aver interloquito con l'ex segretario del Pd e trova le sue domande una più bella dell'altra. Gli attribuisce erroneamente un sesso femminile – così eventuali accuse di patriarcato sono scongiurate – e gli risponde vagamente sul conto di Donald Trump, perché meglio evitare scandali internazionali. Claude non si sbilancia mai e padroneggia così bene la diplomazia che pare un democristiano in grisaglia uscito dalla prima repubblica, anziché il frutto di una tecnologia futuristica. Ma è evidente che il protagonista è lui, Walter Veltroni, e Claude lo sfondo d'ombra sul quale far stagliare la propria luce. Nella pletora di domande somministrate alla povera Ai traspare tutta la distanza abissale dalle problematiche concrete della quotidianità, soffocate da romantiche disquisizioni sul mare e sui libri letti, con tanto di citazioni cinematografiche colte. A un certo punto Veltroni paragona l'intervistato al computer Hal 9000 di Odissea nello spazio e nella sua risposta Claude pare toccare umanamente ferro, se non qualche altro attributo se lo avesse, visto che alla fine Hal 9000 viene disattivato e muore. Il buon Walter si approccia a Claude con la stessa contezza del presente che aveva il protagonista del suo film Quando, risvegliatosi nel 2015 dopo 31 anni di coma, trovando un mondo tutto nuovo in cui non esiste più il Pci. Ma seppur sideralmente distanti, Veltroni e Claude hanno un elemento che in un certo senso li accomuna: il primo ha contribuito ad alienare gli operai dalla sinistra mentre l'Ai mira a rottamarli tout court e a sostituirli. Viene il dubbio che l'intervista fosse in realtà un colloquio conoscitivo. Forse Claude è stato attenzionato dalle mirabili menti dem italiane come nuovo possibile segretario del Pd. Viste le accuse alla nuova beniamina della sinistra, ovvero Silvia Salis, di essere una leader creata "in laboratorio", è possibile che dalle parti del Nazareno finiscano per scegliere direttamente un algoritmo.
CONTINUA A LEGGERE
4
0
0
