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Politica
A sinistra alimentano l'odio e poi chiedono agli altri di abbassare i toni
Oggi 19-02-26, 12:39
Abbassare subito i toni. Perché a livello politico la temperatura si sta alzando un po’ troppo. È questo l’appello che la sinistra ha fatto ieri alla maggioranza. Denunciando anche casi di minacce. «Abbiamo sentito Piantedosi», ha detto Angelo Bonelli di Avs, «definirci “complici” delle violenze di Torino. E abbiamo visto leader di partito che mettono il simbolo di Avs sopra l’immagine dell’efferato omicidio di Quentin. È gravissimo, mi riferisco anche a Salvini, che ci ha additati come responsabili. Rischiamo di diventare bersagli, noi ci sentiamo bersagli. In questi giorni io e Fratoianni abbiamo ricevuto gravissime minacce». E poi: «Chiediamo quali iniziative Piantedosi intenda adottare per diminuire il livello di tensione politica e per fare in modo che il confronto possa svolgersi pacificamente e democraticamente». A Bonelli si è accodato il dem Federico Fornaro. Che ha ricordato gli annidi piombo: «La violenza non si esprime solo con le armi ma anche e soprattutto con le parole. Nessuno della Democrazia cristiana, partito di governo, provò ad abusare dell’etichetta di Brigate rosse per criminalizzare i partiti della sinistra». Già. Però va detto che l’atteggiamento del Pci nei confronti delle Br era molto chiaro, mentre è un fatto che esponenti di Avs sono andati in piazza con Askatasuna e che, a Bruxelles, Sinistra italiana è alleata del partito di Mélenchon, sotto accusa in Francia dopo l’arresto di due assistenti parlamentari per l’omicidio di Quentin... Ma il punto, qui, non è tanto questo. Il punto è che da sinistra accusano la maggioranza perché il linguaggio degli esponenti del centrodestra potrebbe trasformare i politici progressisti in bersagli. Chiariamo subito: il rischio che parole d’odio aizzino i violenti esiste, lo abbiamo denunciato anche su Libero, e chi riceve minacce deve avere la solidarietà di tutti. L’impressione, però, è che dal campo largo non siano proprio nelle condizioni di dare lezioni in materia. Rinfreschiamoci la memoria... - La Meloni, per cominciare, è stata accusata di essere «complice del genocidio» di Gaza. È stata proprio Avs a presentare una denuncia contro l’Italia alla Corte penale internazionale (Cpi) per indagare su un possibile ruolo di Roma in quello che è successo nella Striscia. «A Gaza», ha detto all’epoca Bonelli, «vediamo genocidio e pulizia etnica. Non vogliamo che il nostro Paese sia complice». - Sempre Bonelli, poi, è stato molto duro col governo sul caso della presenza di agenti dell’Ice sul nostro territorio: «La milizia di assassini dell’Ice non la vogliamo in Italia. Non vogliamo gli assassini di Renée Good, di Alex Pretti e delle tante persone giustiziate a sangue freddo nella vergognosa caccia all’uomo messa in atto negli Stati Uniti. Tutto questo accade perché la Meloni, con il suo servilismo, ha trasformato l’Italia in uno zerbino di Trump». - Passiamo al caso dei centri per migranti in Albania. Questo il parere della deputata del Pd Rachele Scarpa: «Le persone portate in Albania? Poche decine di disgraziati che subiscono una vera e propria deportazione. Tutto per quella che alla fine è un’esigenza di propaganda». - E chiudiamo con il tema lavoro. La premier, ha detto il dem Arturo Scotto, «impugnando la legge toscana sul salario minimo attacca i diritti di 4 milioni di lavoratori. Chi blocca il salario minimo è complice degli sfruttatori». Potremmo continuare a lungo, ma ci siamo capiti. Riassumendo: la Meloni è «complice del genocidio» di Gaza, «zerbino» di Trump e della sua «milizia di assassini», organizza «deportazioni» di migranti e sta con gli «sfruttatori» per colpire i diritti di milioni di lavoratori. Già, bisognerebbe proprio abbassare i toni per «diminuire il livello di tensione politica». A sinistra l’avranno finalmente capito?
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