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Cultura e Spettacolo
Agatha Christie? Infermiera, moglie, archeologa e surfista: mille vite in una
Ieri 08-01-26, 12:22
Il 12 gennaio 1976 moriva Agatha Christie; nata Agatha Mary Clarissa Miller nel 1890, era diventata la più grande scrittrice di gialli e polizieschi, autrice di decine di successi editoriali, che vedevano protagonisti i due detective più amati dal pubblico di lettori, Hercule Poirot, il buffo e infallibile omino dagli strabilianti baffetti, e Miss Marple, l’apparentemente innocua vecchina dall’intuito micidiale. Il 1975 non era stato un anno felice per Agatha: la salute la stava abbandonando, e così, per onorare la periodica richiesta dell’editore, aveva dato alle stampe Sipario, l’ultima avventura di Poirot, romanzo scritto molto tempo prima. E poi, nel 1976, quando ormai Agatha era morta, fu pubblicato Addio, Miss Marple, scritto in realtà negli anni Quaranta, e che nell’originale ha un titolo molto suggestivo: Sleeping murder, come adire: cold case. Nella sua lunga esistenza, Agatha aveva vissuto molte vite: prima, signorina di buona famiglia, forse destinata a un matrimonio prestigioso e a una anonima, altoborghese vita da moglie di rappresentanza; poi, però, arrivarono il declino economico della famiglia, lo scoppio della Grande Guerra e la decisione di mettersi al servizio del suo Paese come infermiera, anche qui, però, come migliaia e migliaia di ragazze di buona famiglia. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45734398]] Nel mezzo, il matrimonio con un aviatore, bello e seducente (fa un po’ romanzo di Liala, no?), il colonnello Archibald Christie, da cui prese il cognome con cui divenne famosa in tutto il mondo. Poi, la svolta: nelle lunghe ore di lavoro al dispensario medico, sarà stata la solitudine, sarà stata la pratica con i veleni, o la lettura di qualche romanzo poliziesco abbandonato fra le corsie, Agatha si mette in testa di scrivere anche lei un giallo. Nasce così Poirot a Styles Court (1919), prima avventura dell’omino con la testa a uovo, nato già vecchio, in pensione dopo un onorato servizio nella polizia belga. Come nascerà già vecchia, negli anni Trenta, l’altra figura di detective, Miss Marple. Ed è un caso curioso che i due investigatori più celebri al mondo siano stati creati da una donna ancora relativamente giovane, anche perché, in fondo, Agatha, a dispetto dell’immagine di rassicurante signora post vittoriana, dalla figura massiccia, con folti capelli grigi, l’immancabile tailleur di tweed (che cosa c’è di più squisitamente inglese?) e il filo di perle, nello spirito è sempre rimasta una ragazza, una giovane donna assetata di conoscenze e di esperienze di vita. Non a caso, uno dei libri che la celebra, in uscita in questi giorni, è Indomabile (Giunti Editore, 304 pp., 18, 90 euro), di Susanne Lieder, una biografia romanzata che ha un sottotitolo eloquente: La ragazza che ha inventato il mistero. E infatti nello spirito la Christie è sempre stata giovane, per l’entusiasmo con cui mordeva la vita: nata quando l’età vittoriana volgeva al termine, vide il dissolversi dell’Impero britannico, e poté assistere all’esplosione della contestazione giovanile e all’esplosione del fenomeno beat; prima che il femminismo prendesse piede, fu, con le sue scelte e le sue decisioni, un luminoso esempio di donna capace di risorgere dalle proprie ceneri, come nel caso del periodo terribile che seguì al divorzio, che seguì di poco alla morte dell’amatissima madre. Una autentica catastrofe emotiva, dalla quale Agatha seppe risorgere, scoprendo lati diversi di sé: coi viaggi, soprattutto nel Medio Oriente, e col secondo matrimonio con un giovane archeologo di belle speranze, Max Mallowan, con cui seguirà varie campagne di scavo, soprattutto a Nimrud, a Sud di Ninive. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45599078]] Nelle campagne di scavo Agatha non si limitava a stare in disparte sotto l’ombrellino parasole, come una lady spaesata e delicata al seguito del marito; al contrario, partecipava attivamente alle attività apprezzando la vita spartana che si trascorreva sotto il sole cocente, come dimostra in un suo libro autobiografico (Viaggiare è il mio peccato, Mondadori). Sotto il velame della rassicurante signora inglese, dunque, si celava una personalità entusiasta e aperta alle più varie esperienze, che imparò a fare il surf alle Hawaii, che amava guidare auto belle e veloci, e i cui racconti nascondono, sotto la superficie, una profondità inquietante ben colta da Antonio Moresco, il curatore del “Meridiano” dedicatole lo scorso anno da Mondadori, tanto che egli parla di “fiabe gialle”. Non a caso, il “Meridiano” Christie è il solo di questa serie di volumi a presentare due fotografie dell’autrice: una come rispettabile signora matura, e una scattata quando era una bambina dai lunghi capelli e dall’espressione sognante, una sorta di Alice che sogna delitti. Appassionata di spiritismo (il che cozza in apparenza con la razionalità della giallista), Agatha Christie aveva anche una buona dose di ironia: la battuta più famosa attribuitale è quella per cui sposare un archeologo - per giunta più giovane di lei, cosa quasi scandalosa ai tempi – era stata un’ottima scelta, perché più lei invecchiava, più lui la trovava affascinante. Ma anche altre sue uscite rivelano un’indole arguta e profondamente inglese: «Ho ucciso più uomini di Lucrezia Borgia, anche se io con la macchina da scrivere»; infine, la sua ultraredditizia attività di giallista era chiamata ironicamente «la mia piccola fabbrica di salsicce». Per omaggiare Agatha, leggiamo dunque Indomabile e anche il curioso esperimento di scrittura a più mani con altri fuoriclasse del genere poliziesco La strana morte dell’ammiraglio (l’anticipazione a destra), rieditato da Giunti; ma, soprattutto, cerchiamo Agatha nei suoi libri, scoprendo le sue predilezioni e idiosincrasie, quando parla di bambini (che non le suscitavano particolari tenerezze), o di giovani donne dal carattere fermo e assertivo (come la protagonista de La parola alla difesa, uno dei suoi libri migliori), che le piacevano enormemente, forse perché in loro si rivedeva; oppure della moda beat (che detestava), e, infine, dell’amore, di cui i suoi libri offrono una casistica in tutte le sue sfumature e declinazioni. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45590730]]
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