s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Sport
Alex Zanardi, una vita da film: la regola dei 5 secondi. I 6 anni di silenzio come Schumacher, l'incendio a casa
Oggi 02-05-26, 12:50
La legge dei 5 secondi. Che per Alex Zanardi sono durati tutta una vita. Sta tutto in quella massima, ormai mitologica, il senso del coraggio e della sfida del pilota bolognese e atleta paralimpico, scomparso il Primo maggio all'età di 60 anni dopo un'esistenza leggendaria, fatta di tragedie e sfide senza sosta. L'uomo che ha trasformato l'impossibile in "possibile" con la sua grande forza di volontà, risorgendo da due terribili incidenti. Zanardi, lo sportivo dalle mille vite tra i piùforti e vincenti degli ultimi decenni, l'uomo che ha trasformato la percezione della disabilitàin Italia. Se n'è andato "serenamente, circondato dall'amore della sua famiglia e dei suoi amici". Iscritto all'anagrafe di Bologna il 23 ottobre del 1966 con il nome completo, 'Alessandro Leone', Zanardi divenne subito Alex. Dalla Formula 1 all'handbike, dal ruolo di testimonial a quello di conduttore televisivo del programma Sfide. Ha vissuto almeno due vite sportive, quella nel mondo dei bolidi della Formula 1 e poi quella, entusiasmante, nel mondo paralimpico la cui cultura ha contribuito in maniera decisiva a diffondere, in Italia e nel mondo. E' stato un grande comunicatore, un uomo capace di arrivare a tutti con semplicitàe forza. La sua immediatezza, la sua autenticitàe la sua umanitàresteranno un patrimonio indelebile. Alex ha sempre amato l'adrenalina, la velocità, le corse, l'asfalto, nonostante la morte della sorella maggiore in un incidente stradale nel 1979. A 14 anni il primo kart regalato dal padre. Dopo la doppia esperienza in Formula 1, la prima tra il 1991 e il 1994 (Jordan, Minardi, Lotus, e la seconda nel 1999 (Williams) per un totale di 44 Gran Premi (solo un punto nel Mondiale, al Gp del Brasile nel 1993), il campione bolognese ha scritto pagine memorabili nell'automobilismo americano, conquistando due titoli Cart nel 1997 e nel 1998. Le sue imprese, i suoi sorpassi e il suo stile di guida aggressivo e senza paura, entusiasmarono il pubblico facendolo diventare una delle figure piùamate del motorsport americano. Tra i sorpassi mozzafiato, il piùiconico e memorabile resteràquello su Bryan Herta a Laguna Seca. La sua vita cambiòradicalmente dopo il tragico incidente del 15 settembre 2001. Al Lausitzring, circuito tedesco tra Dresda e Cottbus, un incidente drammatico, terribile. Dopo aver perso il controllo della sua Honda Reynard che schizza verso le barriere, viene colpito violentemente dalla vettura del canadese Alex Tagliani: l'urto causòl'amputazione bilaterale degli arti inferiori di Alex.A salvare la vita di Alex fu la prontezza del capo dello staff medico della Formula Cart, Steve Olvey, che riuscìa tappargli le arterie femorali per fermare l'emorragia. Dopo mesi di interventi chirurgici e riabilitazione, Zanardi tornòallo sport, non alle auto ma all'handbike diventando un'icona dello sport paralimpico. "Se non avessi avuto l'incidente in cui ho perso le gambe ora non sarei cosìfelice", ripeteva spesso a proposito della sua nuova vita. Il pilota bolognese ritornòal Lausitzring e con i comandi sul volante riuscìpersino a percorrere gli ultimi 13 giri di quella maledetta gara. Alla guida di un'autovettura vinse ancora una gara del Mondiale turismo, poi il Campionato italiano superturismo. Scoprìl'handbike grazie a un amico, Vittorio Podestà, paraciclista d'esperienza. Nel 2007 partecipòalla Maratona di New Yorkchiusa al quarto posto. Alle Paralimpiadi di Londra 2012 vinse due ori (cronometro e gara in linea categoria H4) e un argento (staffetta) come a quelle di quattro anni dopo, a Rio de Janeiro (oro nella cronometro e nella staffetta mista, argento nella gara in linea). In bacheca restano anche i 12 titoli mondiali. In Italia e a livello internazionale, Zanardi divenne una figura pubblica le cui parole avevano peso. Era una presenza fissa in televisione, un oratore e un sostenitore dell'inclusione e dell'accessibilità. La sua vita fu spesso citata come caso di studio sulla resilienza, ma resistette a essere ridotto a una semplice narrazione. Insisteva per essere visto come un atleta, un concorrente e una persona che si era semplicemente adattata a nuove circostanze. Il 19 giugno 2020, Zanardi rimase vittima di un nuovo, terribile incidente lungo la statale 146 di Chianciano, a Pienza, uno scontro con un mezzo pesante mentre stava prendendo parte, in handbike, auna delle tappe della staffetta di beneficenza di Obiettivo tricolore. Per diverse settimane all'ospedale Scottedi Siena ha lottato tra la vita e la morte a seguito dalle gravi ferite alla testa. Stabilizzato, rientrato a casa nel dicembre del 2021, sono seguiti quasi sei anni di silenzio, come Michael Schumacher, il grande campione che aveva incrociato piùvolte nel corso della sua vita, anche nelle corse automobilistiche. Nel 2022 un incendio all'impianto fotovoltaico della sua abitazione aveva messo a rischio i macchinari che lo tenevano in vita.Lo sport italiano, dal Cip al Coni, per gli eventi sportivi di questo fine settimana ha disposto un minuto di silenzio in tutte le competizioni. "Quando in una gara ti accorgi di avere dato tutto, ma proprio tutto, tieni duro ancora cinque secondi, perchéèlìche gli altri non ce la fanno più", disse una volta.
CONTINUA A LEGGERE
2
0
0
Guarda anche
Libero Quotidiano
17:42
Cina, iniziata la politica a zero dazi per 53 Paesi africani
Libero Quotidiano
17:41
Cina, politica zero dazi in Africa per promuovere la cooperazione
Libero Quotidiano
17:33
Pecoraro Scanio “Pannella esempio di buona politica, sua lezione resta attuale"
Libero Quotidiano
15:16
Real Estate, il 60% degli investimenti in Italia viene dall’estero
Libero Quotidiano
15:16
Usa: via 5.000 soldati dalla Germania dopo critiche Trump a Merz
Libero Quotidiano
15:13
