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Economia e Finanza
Auto, passaggio di proprietà: cosa cambia nel 2026, occhio alla multa da 1.800 euro
Oggi 13-02-26, 10:37
Nel 2026 il passaggio di proprietà di un’auto ruota interamente attorno al Documento Unico di Circolazione e di Proprietà (DU), ormai perno dell’intera procedura. L’obiettivo resta uno solo: aggiornare in modo corretto e tempestivo i dati del veicolo negli archivi pubblici, così da rendere effettivo il trasferimento tra venditore e acquirente. Stringersi la mano e scambiarsi le chiavi non basta. Il passaggio di proprietà diventa valido solo quando viene registrato ufficialmente presso gli enti competenti, con l’aggiornamento dell’Archivio Nazionale Veicoli e del Pubblico Registro Automobilistico. Come si fa il passaggio di proprietà nel 2026 La procedura si articola in pochi passaggi chiave, ma tutti obbligatori. 1. Firma dell’atto di vendita Il primo step è la redazione dell’atto di vendita, che deve essere firmato dal venditore. La firma va autenticata presso uno dei seguenti uffici: - Comune di residenza - Sportello Telematico dell’Automobilista (STA) - Una sede dell’Automobile Club d’Italia - Uffici della Motorizzazione Civile L’autenticazione è un atto formale: da quel momento scattano 60 giorni di tempo per completare la registrazione del trasferimento e aggiornare il Documento Unico. 2. Registrazione e rilascio del Documento Unico Il Documento Unico ha sostituito definitivamente sia il vecchio libretto di circolazione sia il certificato di proprietà. Con la sua emissione si conclude il passaggio di proprietà. La registrazione aggiorna i dati: - Nell’Archivio Nazionale Veicoli, gestito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - Nel Pubblico Registro Automobilistico, gestito dall’Automobile Club d’Italia - Solo a questo punto l’auto risulta ufficialmente intestata al nuovo proprietario. I documenti necessari Per completare la procedura servono: - Istanza unificata (disponibile online sul portale ACI o presso PRA e Motorizzazione) -Documento Unico precedente (oppure libretto e certificato di proprietà, se non ancora sostituiti) -Atto di vendita con firma autenticata -Documento di identità valido - Codice fiscale (non richiesto se si presenta la carta di identità elettronica) L’atto di vendita può essere sostituito da un contratto firmato da entrambe le parti con firme autenticate, da un atto pubblico oppure da una sentenza in copia conforme. Quanto costa il passaggio di proprietà nel 2026 Il costo complessivo è composto da una parte fissa e da una parte variabile, rappresentata dall’Imposta Provinciale di Trascrizione (IPT). Costi fissi Le spese fisse ammontano a 101,00 euro e comprendono: - 32,00 euro per la registrazione dell’atto - 16,00 euro per il rilascio del Documento Unico - 16,00 euro per l’autenticazione della firma - 27,00 euro di emolumenti ACI - 10,20 euro per i diritti della Motorizzazione Civile IPT: la quota variabile L’IPT varia in base a due fattori: - Potenza del veicolo espressa in kW - Provincia di residenza Per le auto fino a 53 kW (72 CV) si parte da 150,81 euro. Per ogni kW eccedente si aggiunge un importo base di 3,51 euro, che può salire fino a 4,56 euro a kW nelle province che applicano la maggiorazione massima del 30 per cento. Al momento solo tre province applicano la tariffa base senza aumenti: - Provincia di Aosta - Provincia autonoma di Bolzano - Provincia autonoma di Trento Sono previste esenzioni o riduzioni dell’IPT in caso di disabilità, successioni o altre situazioni particolari. In genere l’imposta non è dovuta per il passaggio di proprietà delle moto. Agenzia o procedura diretta? Nel 2026 è possibile gestire il passaggio di proprietà direttamente presso gli sportelli pubblici oppure affidarsi a un’agenzia di pratiche auto o a una delegazione ACI. L’agenzia semplifica l’iter e riduce i tempi, ma comporta un costo aggiuntivo per il servizio. Complessivamente, per un’auto di media potenza, la spesa può oscillare indicativamente tra 300 e 600 euro. Per vetture di elevata potenza, l’importo può superare ampiamente i mille euro. Attenzione alle sanzioni Il mancato rispetto dei 60 giorni previsti per la registrazione comporta conseguenze pesanti: una sanzione amministrativa che va da 363,00 a 1.813,00 euro e il ritiro del Documento Unico. Per questo motivo è fondamentale concludere la procedura nei tempi stabiliti, così da evitare multe e garantire un trasferimento di proprietà pienamente valido sotto il profilo legale.
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