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Batata, ecco perché va mangiata sempre: le 3 cose da sapere
Ieri 07-01-26, 00:42
Negli ultimi anni la patata dolce, o batata, è passata dall’essere un ingrediente esotico a un vero protagonista della tavola e della ricerca nutrizionale. Non è solo una questione di colore e gusto: il tubero arancione contiene una combinazione di nutrienti che la rendono più benefica per la salute rispetto alla patata comune. Dal punto di vista nutrizionale, 100 grammi di patata dolce cotta forniscono circa 86 kcal, 20 g di carboidrati, 3 g di fibre, 1,6 g di proteine, 0,1 g di grassi, e sono particolarmente ricchi di vitamina A (850 µg), vitamina C (20 mg), potassio (337 mg) e manganese (0,3 mg). La patata comune apporta circa 77 kcal, 17 g di carboidrati, 2,2 g di fibre, 2 g di proteine e 0,1 g di grassi, ma ha pochissima vitamina A e una quantità inferiore di antiossidanti, pur restando fonte di vitamina C e potassio. La differenza chiave sta nell’indice glicemico: la patata dolce rilascia zuccheri lentamente nel sangue, riducendo i picchi glicemici e favorendo la sazietà, mentre la patata comune provoca un aumento più rapido della glicemia. Questo rende la batata un alleato per chi cerca un’alimentazione equilibrata, per chi deve gestire i livelli di zucchero nel sangue o per chi desidera un pasto più saziante senza eccedere con le calorie. La maggiore presenza di fibre nella patata dolce contribuisce anche alla salute dell’intestino, regolando la digestione e supportando il microbiota. Oltre ai benefici metabolici, la patata dolce è una fonte significativa di antiossidanti, come il beta-carotene, che protegge cellule e tessuti dai radicali liberi. La patata comune, pur essendo una fonte di energia rapida grazie all’amido, contiene meno micronutrienti e antiossidanti, risultando meno completa dal punto di vista nutrizionale. Minerali come il potassio e il manganese presenti nella batata supportano la pressione sanguigna, il metabolismo energetico e la funzione nervosa, mentre alcune varietà di patata tradizionale offrono ferro e un po’ più di proteine. In cucina, la patata dolce si presta a numerose preparazioni: al forno, bollita, in puree o zuppe, e persino fritta come alternativa più salutare alle patatine fritte tradizionali. Il gusto naturalmente dolce la rende adatta sia a piatti salati che dolci, mentre la patata comune, più neutra e farinosa, è ideale per purè, gnocchi o fritti croccanti. Consumare patata dolce significa quindi arricchire la dieta di vitamine, fibre e antiossidanti, con un effetto positivo sulla glicemia e sul senso di sazietà. La patata comune resta comunque una fonte di energia e un alimento versatile, ma chi punta a combinare gusto e salute troverà nella batata un vero alleato. La scelta tra i due tuberi non è solo culinaria: è anche nutrizionale, e mette in tavola un piccolo, grande passo verso un’alimentazione più equilibrata e consapevole.
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