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Bosnia-Italia, la bomba di Lele Adani in tv: "Perché siamo fuori? Articolerò questa risposta"
Oggi 01-04-26, 09:09
L’eliminazione dell’Italia ai rigori contro la Bosnia, che costa agli Azzurri il terzo Mondiale consecutivo, ha lasciato un’amarezza profonda. Tra le voci più lucide e taglienti del post-partita c’è quella di Lele Adani, che ha provato a fare un’analisi senza sconti."Cercherò di articolare una risposta, una mia lettura. Cercherò di essere giusto. Non sempre ci riesco, ma ho l’attitudine per poterci provare", ha esordito l’ex difensore e commentatore. Adani non ha girato intorno al problema: "Non abbiamo fatto meglio della Bosnia già in 11 contro 11. Il gol ci è stato regalato, ma non abbiamo fatto meglio della Bosnia. Siamo una nazionale fragile. Anche nel girone, durante le partite, vinte quasi tutte, lo abbiamo dimostrato: siamo fragili. Stacchiamo la spina, commettiamo errori, a volte attacchiamo bene ma difendiamo malissimo. Facciamo fatica". Secondo Adani la squadra ha una buona base umana voluta da Gattuso, ma manca qualcosa di profondo: "Come uomini la nostra nazionale è costruita con una linea guida giusta, quella di Gattuso, ma in un certo momento durante la partita stacchiamo sempre la spina e non si sa perché. L’espulsione è colpa nostra. Poi sotto pressione soffiamo, ma ci rendiamo conto che possiamo essere anche pericolosi. Abbiamo avuto 5 palle gol. Non devi riaprire la partita quando sei in condizione di indirizzarla, pur non essendo stato superiore alla Bosnia". Il commento più duro arriva sulla mentalità: "Significa che in una qualità calcistica normale noi siamo fatti per complicarci la vita ed è successo ogni volta che contava. Non abbiamo i valori per scegliere contro chi giocare né quando gestire. Siamo molto lontani dalla maturità di una grande squadra, ma anche da una squadra normale. Noi non siamo neanche più in lista, siamo l’unica squadra del ranking alto che non va al mondiale. Fateci caso e poi fatemi sapere". Adani ha poi puntato il dito contro il sistema calcio italiano: "La Lega calcio non trova i giorni per preparare la partita più importante del decennio, questa di Zenica, però trova il tempo per portare quattro squadre in Arabia per la Supercoppa italiana. Quanto interessa della nazionale a tutto il gruppo della governance dei club e della federazione?". Parole pesanti, che fotografano un momento di profonda crisi per il calcio azzurro: fragilità mentale, errori ripetuti nei momenti decisivi e un sistema che sembra riservare alla Nazionale un’attenzione secondaria. Una lettura cruda, ma difficile da contestare dopo l’ennesima eliminazione mondiale.
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