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Bruno Vespa "sistema" Provenzano e il Pd dà fuori di testa: deliri e richieste farneticanti
Oggi 10-04-26, 12:26
Come prevedibile, Bruno Vespa diventa un tormentone politico. All'indomani della sfuriata del giornalista a Porta a porta, su Rai 1, contro il dem Peppe Provenzano, il Pd fa scattare la rivolta. "I componenti del Partito Democratico nella Commissione di Vigilanza Rai definiscono inaccettabile e sproporzionata la reazione del conduttore Bruno Vespa contro il deputato del Pd, Peppe Provenzano, nella puntata di ieri di Porta a Porta. I democratici - si legge in una nota - pur non entrando nel merito del dibattito, chiedono alla Rai, azienda del servizio pubblico, una netta presa di distanza dai toni inaccettabili e sproporzionati usati da Vespa, che minano il ruolo imparziale della trasmissione. Comprendiamo il nervosismo nel governo dopo l'esito del referendum, ma non èaccettabile da chi ricopre un ruolo nel servizio pubblico", concludono i dem. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47213283]] "L'episodio andato in onda ieri sera a Porta a Porta è grave. Gravissimo - aggiunge Sandro Ruotolo, che del Pd è responsabile informazione nella segreteria nazionale -. Che un giornalista, Bruno Vespa, intimi il silenzio a un parlamentare della Repubblica è un fatto inaccettabile. Per questo esprimiamo piena solidarietà a Peppe Provenzano. Ma non basta. Quello che è accaduto dice molto di più: racconta lo stato disastroso in cui versa il servizio pubblico radiotelevisivo. Porta a Porta non può trasformarsi in una 'quarta camera'senza regole, né tanto meno in uno spazio in cui il conduttore diventa protagonista e arbitro politico. Bruno Vespa da anni esercita un ruolo che va ben oltre quello giornalistico. Ma quanto accaduto ieri segna un limite che non può essere oltrepassato. Il servizio pubblico è pagato dai cittadini e deve garantire pluralismo, equilibrio, rispetto delle istituzioni. Non può piegarsi a logiche personalistiche o di potere. Per questo riteniamo che si apra una questione politica vera: sulla governance della Rai, sulla qualità dell'informazione, sul rispetto del Parlamento. È tempo di cambiare. È tempo di restituire dignità al servizio pubblico". La colpa di Vespa, forse, non è tanto l'aver risposto a muso duro a Provenzano che lo aveva invitato, provocatoriamente, a "sedersi dall'altra parte", intendendo gli ospiti considerati "di destra", quanto l'aver ricordato all'esponente dem che la situazione della par condicio nella tv e nella informazione italiana, è perlomeno discutibile. Basterebbe pensare ai talk di La7, quasi tutti monocolore, e riflettere sul fatto che nel centrosinistra nessuno ha mai osato sollevare la questione. Il motivo, ovviamente, è facilmente comprensibile. "Riteniamo inaccettabile e sproporzionata la reazione di Bruno Vespa, incompatibile con il servizio pubblico - attacca la capogruppo Pd alla Camera, Chiara Braga -. Chiediamo alla Rai una chiara presa di distanza, a tutela del rispetto delle prerogative parlamentari, del pluralismo della qualità dell’informazione". Appunto.
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