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Campania, "epidemia di Epatite A": cause e sintomi, cosa sta succedendo
Oggi 19-03-26, 11:25
Adesso è davvero allarme Epatite Ain Campania. Aumentano i casi in regione, stando ai dati dei ricoveri in ospedale, in particolare al Cotugno di Napoli, dove, come spiega il dirigente Novella Carannante intervistata dal Tgr regionale, nelle ultime 24/48 ore sono arrivate piùdi 10 persone al pronto soccorso, e in totale ci sono 43 ricoverati.Un paziente, inoltre, un uomo di 46 anni, verràtrasferito all'ospedale Cardarelli perchénecessita di trapianto. Piùcasi rispetto quelli dello stesso periodo dello scorso anno anche al Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli e all'Ospedale del Mare di Napoli. Saràl'Istituto Zooprofilattico di Portici a esprimersi sulle cause di quella che sembra essere una epidemia, ma tra l'origine probabile il consumo di frutti di mare come cozze e vengolee pesce crudo. Da qui l'appello a vaccinarsi, specie se nel nucleo familiare c'ègiàun caso. La Regione Campania sta monitorando l'aumento dei casi e ha disposto un rafforzamento dei controlli sulla filiera dei molluschi bivalvi. Secondo dati forniti dalla Regione Campania, alla data del 18 marzo di questo anno, risultano infatti 133 casi nel territorio regionale, "con un incremento che richiede la massima attenzione sul fronte della sicurezza alimentare, della sorveglianza epidemiologica e dell'informazione ai cittadini". L'intervento regionale coinvolge i Dipartimenti di Prevenzione delle ASL, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e la rete tecnico-scientifica attivata dalla Direzione Generale per la Tutela della Salute - Settore Prevenzione Collettiva e SanitàPubblica e Veterinaria. L'Epatite A èun'infezione acuta del fegato causata dal virus Hav. Si trasmette per via oro-fecale, cioèattraverso ingestione di acqua o cibi contaminati oppure per contatto stretto con una persona infetta. Il contagio puòavvenire anche prima che compaiano i sintomi, perchéil virus èpresente nelle feci già7-10 giorni prima dell'esordio clinico; il periodo di incubazione varia in genere da 15 a 50 giorni. I sintomi piùfrequenti sono febbre, malessere, nausea, dolori addominali, urine scure e ittero; nei bambini l'infezione puòanche decorrere senza sintomi evidenti. Nella trasmissione alimentare, un ruolo importante puòessere svolto da alcuni cibi consumati crudi o non sufficientemente cotti, in particolare i molluschi bivalvi, ma anche acqua contaminata, frutta, verdura e frutti di bosco. I molluschi bivalvi, come cozze, vongole e ostriche, possono accumulare particelle virali durante la filtrazione di acque contaminate; per questo il consumo crudo o poco cotto rappresenta un rischio che va evitato.
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