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Chi è Mojtaba Khamenei, spietato e brutale: ecco la nuova guida suprema dell'Iran
Oggi 09-03-26, 06:05
Mojtaba Khamenei, nuovoGuida Supremadell’Iran a 56 anni, rappresenta l’aspetto più oscuro e preoccupante della teocrazia: un uomo dell’ombra, quasi sconosciuto al pubblico (nessun discorso pubblico, voce mai sentita), imposto con forza dai Pasdaran e dall’ala dura nonostante le resistenze interne.Il suo ascendere segna ilfallimento totaledei principi della Rivoluzione del 1979: la Repubblica islamica, nata contro la monarchia ereditaria dello Scià, diventa ora unadinastia de facto, con il potere che passa da padre a figlio in modo palese, scavalcando persino le riserve dello stesso Ali Khamenei che non voleva una successione familiare.Mojtaba non possiede i requisiti religiosi adeguati: è solohojatoleslam(livello medio), non ayatollah, eppure bypassa le credenziali teologiche grazie al controllo su intelligence, militari e reti di potere costruite in vent’anni nel “ventre nero” del regime.Il suo nome è legato a episodi direpressione brutale: 2009 (frodi elettorali, centinaia di morti, milioni in piazza schiacciati), 2019 (oltre mille uccisi nelle proteste sul caro-benzina sotto Rouhani). Simboleggia sorveglianza, segretezza e violenza sistematica. La sua cerchia include fondamentalisti irriducibili (Panahian, Qomi) ostili a qualsiasi apertura sociale o culturale. Lontano da un possibile “Bin Salman iraniano” riformatore, appare come garante diirrigidimento dogmatico: nessuna riforma interna, nessuna pace con gli USA, prosecuzione della guerra a oltranza nonostante proteste (“morte al dittatore” dai tetti) e minacce esterne. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46709079]] Soprattutto, incarna ilconnubio clerico-militare opaco e predatorio: controllo del Setad (conglomerato da miliardi, 40% dell’economia, con asset offshore, ville di lusso a Londra, società opache legate ai Pasdaran). Il potere non è ideologia, madenaro e sopravvivenza del sistema, in un’economia strangolata e un paese in guerra.La nomina “frettolosa”, superando obiezioni di Larijani e Rouhani, mostra una fazione radicale che prevale in un momento di crisi nazionale, rischiando di isolare ulteriormente l’Iran. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46711350]]
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