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Chiara Ferragni sgancia la bomba: "Ecco chi mi ha tradito"
Oggi 15-01-26, 10:20
Ora è tempo di festeggiare e nello studio dell’avvocato Giuseppe Iannaccone si alzano i calici. L’occasione è speciale, è arrivato il proscioglimento di Chiara Ferragni nel processo sul “Pandoro Gate”. Un finale che lei stessa definisce “la fine di un incubo” nell’intervista resa a Giuseppe Guastella sul Corriere.Racconta Chiara: “Appena ho sentito ‘articolo 531’ ho abbracciato Giuseppe, mi sono messa a piangere, singhiozzavo. Sembrava una scena da film. So benissimo cosa significa quell’articolo, come conosco quelli che portano alla condanna”. Nel codice di procedura penale, infatti, l’articolo 531 stabilisce che il giudice deve pronunciare una sentenza di non doversi procedere (proscioglimento). Due anni durissimi, racconta, in cui “tutte le cose che potevano andare male sono andate male”, ma con la convinzione che “non c’era nessun elemento per parlare di una truffa”. La Ferragni, insomma, ammette errori, ma respinge ogni ombra di dolo. “Eravamo all’apice del nostro successo… perché mai avremmo dovuto fare qualcosa di irregolare?”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45840133]] La parola che usa è una sola: “Sì, sono stata molto ingenua. Mi sono comunque presa tutte le responsabilità”. E se potesse tornare indietro? “Mi circonderei di persone con più esperienza”. In due anni ha parlato pochissimo. “Avevo paura che qualsiasi cosa dicessi potesse essere usata contro di me”. Un silenzio pagato caro in un caso diventato mediatico, “perché io sono un fenomeno mediatico”. E il contraccolpo è stato feroce: “Quando hanno detto che avevo truffato i bambini malati, cosa poteva esserci di peggio?”. C’è spazio anche per il dolore privato. La separazione da Fedez arriva “nell’unico mio momento di bisogno. Mi sono sentita completamente abbandonata”. Accanto a lei restano “la mia famiglia, mia mamma, i miei amici, gli avvocati”. Oggi Chiara Ferragni è diversa. “Ho imparato a prendere cura di me stessa”. Stringe la mano al pm Fusco e guarda avanti: “La persona tutta perfezione di prima non esiste più”. Ora vuole essere “più vera”. E la prima cosa da fare è semplice: “Festeggerò… Ora ricomincio a vivere”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45842208]]
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