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Christian Chivu, il racconto del comunismo di Ceausescu: "La libertà? Una fetta di prosciutto"
Oggi 06-06-26, 01:29
È Christian Chivu a svelare cos'è davvero il comunismo. L'allenatore dell’Interha raccontato la sua esperienza di vita negli anni del regime comunista di Nikolau Ceausescu. "Ero un bambino felice. Avevo poche cose, quelle consentite dal regime comunista in Romania. Ma sono cresciuto con l’educazione ricevuta da parte dei miei, appassionato di essere un bambino, con la voglia di non perdere quella felicità. Avevamo poco, ma ce lo godevamo tutto". Appassionato da sempre di calcio, "perché mio papà era un ex giocatore. All’epoca faceva l’allenatore di una squadra amatoriale. Io da piccolo ero felice, ansioso di scoprire quello che il mondo mi avrebbe offerto". Poi la caduta dell'ex Presidente della Repubblica Socialista di Romania: "Erano i giorni di Natale. Mio papà era subingegnere in una fabbrica di armi. L’azienda era stata chiusa e a tutti i dipendenti era stato dato l’ordine di presidiare luoghi strategici. Una sera papà tornò a casa e disse che doveva andare a fare la guardia e ci raccomandò di non uscire di casa perché a Timisoara avevano cominciato a sparare contro i manifestanti. Quella notte l’ho vissuta con grande ansia, si sentivano gli spari anche da casa". Da qui il ricordo preciso, scolpito: "Mio padre che esce di casa la sera essendosi rasato e la mattina dopo torna con la barba". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47724847]] A quei tempi - prosegue nella lunga intervista al Corriere della Sera - "eravamo tutti con l’ansia di capire quello che stava accadendo. Il telegiornale di regime minimizzava, ma noi sentivamoRadioEuropa Liberae capivamo che il regime stava vacillando. Pensavamo che lui riuscisse a scappare. Ma poi l’hanno preso, gli hanno fatto un processo al volo e la storia del mio Paese è cambiata". Cosa significa allora la libertà per un bambino? "La possibilità di avere cose. Di vivere normalmente, di mangiare normalmente. Allora avevamo solo due litri di latte, un paio di uova, un po'd’olio e il pane solo il sabato. La libertà era avere una fetta di prosciutto, un quadrato di cioccolata. Ci crede che io ho mangiato la mia prima banana a otto anni?". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47558299]]
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