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Cultura e Spettacolo
Chuck Norris, una leggenda del cinema e della destra
Oggi 21-03-26, 09:42
Chuck Norris sembra una figura semplice da raccontare: un uomo di destra che recitava in film di destra. Vero; ma c’è dell’altro. Norris, una leggenda vivente delle arti marziali, ha saputo costruire dei personaggi come Cordell Walker e James Braddock, portando all’estremo e quasi giocando con quei valori tradizionali in cui credeva. E ci credeva con serietà e semplicità. Guardando i suoi film non si sa se ridere per gli eccessi o emozionarsi e partecipare per ciò che i suoi eroi facevano. Perciò, per gran parte degli americani è stato qualcosa di molto profondo, l’incarnazione di una certa America, quella che crede ancora nei valori tradizionali e nell’importanza della religione nella vita pubblica, l’America delle chiese evangeliche, delle piccole città, dei ranch e delle bandiere a stelle e strisce appese fuori casa. Un’America che negli ultimi anni si è sentita messa all’angolo dal politicamente corretto e narrazioni progressiste, e che in lui aveva trovato una specie di antidoto. Fin dagli anni del successo di “Walker, Texas Ranger”, Chuck Norris ha costruito un’immagine di uomo integerrimo, difensore della legge e dei valori morali. Questo personaggio, che ha contribuito a renderlo celebre, si è sovrapposto alla sua identità reale, trasformandolo in un punto di riferimento per l’America profonda. Cristiano evangelico e patriota, Norris era un grande difensore delle armi e un fedele sostenitore del Partito Repubblicano. Nel 1984, durante la promozione del suo film “Rombo di tuono”, aveva dichiarato al New York Times di essere «conservatore, un fervente difensore della nazione, un grande ammiratore di Ronald Reagan». Una simpatia, quella per il Partito Repubblicano, che si è rafforzata negli anni, quando si schierò con Bush padre e figlio. Nel 2008, alle primarie, aveva sostenuto Mike Huckabee, pastore battista, favorevole alle armi e antiabortista (e oggi ambasciatore in Israele), che riteneva il più adatto a difendere i valori cristiani dell’America rispetto al candidato designato John McCain. Quattro anni dopo, nel 2012, invitò a votare per Mitt Romney, prevedendo «mille anni di tenebre» se Barack Obama fosse stato rieletto. «Non possiamo stare a guardare con le mani in mano mentre il nostro Paese va verso il socialismo», affermò. Le sue posizioni politiche sono sempre state nette. Figura anti woke e simbolo dell’America Law and Order, aveva sostenuto apertamente Donald Trump contro Hillary Clinton nel 2016, e alla vigilia delle presidenziali del 2020 e del 2024 scrisse articoli in cui elogiava il tycoon, senza tuttavia appoggiarlo esplicitamente. Icona conservatrice negli Stati Uniti, lo era anche a livello internazionale. Nel 2013, manifestò in un video il suo sostegno al premier israeliano Benjamin Netanyahu in vista delle elezioni. «Forse pensate che io sia un uomo forte nei miei film, ma in un contesto difficile come quello del Medio Oriente, Israele ha il suo uomo forte: Bibi Netanyahu», disse l’attore. Due anni dopo, in occasione delle elezioni anticipate, ribadì il suo appoggio al leader israeliano. «Avete un Paese straordinario, e vogliamo che rimanga tale. Ecco perché è importante che manteniate un leader che abbia il coraggio e la lungimiranza necessari per tenere testa alle forze del male che minacciano non solo Israele ma anche gli Stati Uniti», affermò Norris nel suo messaggio, sottotitolato in ebraico. Ieri Netanyahu ha dedicato a Norris un messaggio di cordoglio, definendolo «un grande amico di Israele e un caro amico personale». Lo stesso ha fatto il primo ministro ungherese Viktor Orbán, che su X ha salutato il suo «old friend» e pubblicato un video risalente al 2018 in cui appare accanto all’attore americano. All’epoca, Norris era giunto a Budapest per sostenere Orbán, che gli fece visitare l’unità d’élite antiterrorismo ungherese. «Sei proprio come Trump», dice Norris nel video. «Anche un po’ di più!», risponde Orbán. Dopo la comparsa di un suo sosia durante l’assalto al Campidoglio nel 2021, Norris smentì con queste parole la sua presenza a Washington: «La violenza non ha posto nella società. Sono e sarò sempre dalla parte della legge e dell’ordine».
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