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Cnpr forum: famiglie e imprese sotto pressione per i costi energetici
Oggi 20-04-26, 10:11
“Intervenire sull’emergenza non rappresenta mai una soluzione definitiva, ma solo una risposta temporanea. È necessario adottare una visione di lungo periodo, come insegnava Alcide De Gasperi, orientata alle esigenze delle future generazioni e capace di superare la contingenza. Dobbiamo essere consapevoli che il costo dell’energia è destinato a crescere nel tempo e, per questo, è indispensabile rafforzare una strategia condivisa a livello internazionale, coinvolgendo non solo i Paesi del Mediterraneo, ma anche il Nord Europa e le realtà del Golfo. Occorre diversificare le fonti e individuare soluzioni alternative ai modelli tradizionali, investendo su innovazione, sostenibilità ed efficienza energetica. In questa direzione, il Governo sta operando con attenzione, anche in un quadro di collaborazione con l’Unione europea. Ridurre il costo dell’energia è fondamentale per sostenere famiglie e imprese, oggi fortemente penalizzate. In questo contesto, anche il nucleare può rappresentare una possibile leva per rafforzare la competitività del sistema produttivo e garantire stabilità nel lungo periodo”. Lo ha dichiarato Roberto Pella, deputato di Forza Italia in Commissione Bilancio della Camera, nel corso del Cnpr forum “Instabilità e caro energia: priorità imprese e famiglie per tutelare la crescita”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca. Lavorare in sinergia con l’UE è prioritario per Marco Simiani, parlamentare del Partito Democratico in Commissione Ambiente a Montecitorio: “Per affrontare l’attuale fase di instabilità è necessario agire su due livelli: quello strategico di lungo periodo e quello immediato. Sul piano strutturale, occorre definire una visione chiara e stabile del rapporto con l’Europa: non possiamo restare in una posizione intermedia né immaginare un ritorno alle fonti fossili. La vera indipendenza energetica nasce dalla pianificazione condivisa, con l’obiettivo di costruire una sovranità energetica sempre più europea e integrata. Nel breve periodo, è fondamentale rafforzare il coordinamento tra gli Stati membri per attivare misure concrete, come incentivi fiscali e strumenti a sostegno dell’efficientamento energetico e della diffusione delle fonti rinnovabili. Allo stesso tempo, è opportuno affrontare il tema degli extraprofitti, valutando, anche nel confronto con l’Europa, la possibilità di destinare tali risorse a investimenti strategici per la transizione energetica. Un approccio integrato tra visione europea e interventi nazionali può contribuire a ridurre i costi per famiglie e imprese, garantendo stabilità e sostenibilità al sistema economico”. Secondo Andrea Barabotti, esponente della Lega in Commissione Attività produttive della Camera: “L’attuale instabilità impone di adottare strategie diversificate per garantire al Paese un approvvigionamento energetico a costi sostenibili. È necessario intervenire nell’immediato per fronteggiare le emergenze, come nel caso delle tensioni legate allo stretto di Hormuz. Allo stesso tempo, è fondamentale agire sui fattori strutturali che incidono sul prezzo dell’energia, a partire dal differenziale tra il mercato italiano ed europeo del gas e dal funzionamento del sistema ETS, affinché non contribuisca alla formazione dei prezzi. In questa prospettiva con il recente decreto bollette abbiamo messo in campo sia interventi di tipo strutturale che norme di carattere più emergenziale che sono intervenute con un approccio redistributivo della ricchezza a vantaggio famiglie più fragili e delle imprese più esposte. È necessario procedere con l’approvazione del ddl sul nucleare e con il rafforzamento delle infrastrutture strategiche, riducendo la dipendenza esterna e aumentando l’autonomia energetica nazionale, così da garantire stabilità nel lungo periodo e maggiore competitività al sistema produttivo”. Critica la deputata pentastellata Emma Pavanelli: “In materia di politica energetica è necessario continuare a puntare con decisione sulle fonti rinnovabili, superando le criticità normative che negli ultimi anni hanno rallentato gli investimenti e generato incertezza tra le imprese. Occorre inoltre individuare risorse adeguate a rispondere alle esigenze reali del sistema produttivo. Oggi, più che sulle rinnovabili in sé, la sfida si concentra sulle tecnologie di accumulo, in particolare sulle batterie, che rappresentano un elemento strategico per garantire stabilità ed efficienza. È fondamentale sostenere concretamente le imprese, anche attraverso strumenti come Transizione 5.0, atteso da tempo e capace di dare impulso alla crescita se reso realmente efficace. Tuttavia, l’attuale andamento a intermittenza delle politiche industriali rischia di penalizzare il tessuto produttivo. Serve quindi un’azione coordinata: da un lato lo sviluppo delle rinnovabili, dall’altro misure di supporto alle imprese. In questo contesto, anche il sistema bancario è chiamato a fare la propria parte, offrendo un sostegno alle Pmi, motore dell’economia nazionale”. Nel corso dei lavori, moderati da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Mario Chiappuella, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Massa Carrara: “In uno scenario internazionale instabile, caratterizzato da costi energetici elevati e margini sempre più ridotti, è necessario adottare strategie efficaci per sostenere il sistema produttivo, intervenendo sia sull’emergenza sia sul rafforzamento degli strumenti per la crescita e la competitività nel medio periodo. Si tratta di una responsabilità condivisa che coinvolge istituzioni, sistema bancario e operatori di mercato. Sostenere le imprese è fondamentale per preservarne la competitività e favorire lo sviluppo economico, mentre il supporto alle famiglie è essenziale per contrastare il calo demografico, ridurre le disuguaglianze e sostenere la domanda interna”. Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili: “Questa rappresenta la sfida centrale della politica economica contemporanea. Non si tratta di scegliere tra due opzioni, ma di gestire un equilibrio tra interventi immediati e strategie di medio periodo. Da un lato è necessario contenere gli effetti della crescita dei costi energetici, dall’altro bisogna preservare la capacità delle imprese di competere in un contesto sempre più orientato alla transizione digitale e alla decarbonizzazione. Limitarsi a interventi emergenziali può attenuare le difficoltà, ma non risolve il problema strutturale; allo stesso tempo, puntare esclusivamente sugli investimenti di lungo periodo rischia di sostenere realtà che potrebbero non superare la fase attuale. Per questo è fondamentale adottare un approccio integrato e condizionato, capace di trasformare il sostegno immediato in un volano per la crescita, incentivando al tempo stesso efficienza, innovazione e sostenibilità”. https://youtu.be/vL1ASY8AlRs
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