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Crans-Montana, beffa atroce: il testimone chiave ritratta tutto
Ieri 31-03-26, 10:49
Torna a far parlare il caso Crans-Montana, una strage di adolescenti che ha inaugurato nel peggiore dei modi il 2026. Nonostante video e testimonianze siano molteplici, adesso vacilla però quello che sembrava un punto fermo cruciale. Già, perché il testimone chiave fa marcia indietro e lascia gli investigatori con più dubbi di prima. A parlare è l’albergatore Jean-Daniel Clivaz, uno che nei giorni successivi alla tragedia aveva raccontato ai media di aver avvertito del pericolo. Aveva detto ai media di aver parlato con il titolare del Le Constellation andato a fuoco, Jacques Moretti: "Gli avevo detto ‘fai attenzione a quello che fai, fai attenzione ai materiali che usi’. Lui mi aveva risposto con calma: ‘Non preoccuparti, sto prendendo tutte le precauzioni necessarie’". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46718867]] Una dichiarazione pesante, che chiamava in causa direttamente la sicurezza del locale. Ma davanti agli inquirenti, improvvisamente, cambia versione: “Schiuma pericolosa? Ero confuso”. Un dietrofront che non è solo una sfumatura. È un ribaltamento. Perché quella famosa schiuma fonoassorbente, indicata come possibile miccia della strage di Capodanno costata decine di vite, resta uno dei nodi centrali dell’inchiesta. E ora, con questa ritrattazione, tutto torna in discussione. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46756184]] Clivaz, che ai giornalisti aveva assicurato di aver messo in guardia i presenti, davanti ai magistrati non conferma: "Quando ho rilasciato quelle interviste ero confuso, ero agitato e non riuscivo a dormire". Niente certezze, solo esitazioni. E una giustificazione che suona quasi come un’ammissione: “Ero confuso”. In una vicenda già piena di ombre, testimonianze ballerine rischiano di complicare ulteriormente il quadro. Perché mentre si cerca di capire come sia potuto accadere un disastro del genere, ogni parola pesa come un macigno. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46814227]] L’incendio del locale Le Constellation, nella notte di Capodanno, ha provocato la morte di 41 persone, tra cui 6 italiani, e 115 sono rimaste ferite. Ora, però, la sensazione è che il terreno sotto l’inchiesta sia tutt’altro che solido. Tra materiali sospetti, controlli mancati e responsabilità ancora tutte da chiarire, anche i testimoni iniziano a vacillare. E quando chi doveva chiarire finisce per confondere, la verità si allontana ancora di più.
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