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Crosetto choc sull'Iran: "Costretto a sapere cose che non mi fanno dormire"
Oggi 30-03-26, 08:53
Il ministro della Difesa Guido Crosetto, dopo la sconfitta del governo al referendum, in un'intervista pubblicata oggi su Repubblica ha negato la tesi di un contraccolpo legato alla vicinanza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni al presidente Usa Donald Trump e ha respinto l'idea di un voto anticipato in un momento in cui ci sono crisi internazionali che impongono "senso di responsabilità". Crosetto ha descritto la sua grande preoccupazione per la guerra in Iran e alle sue possibili conseguenze. "Vivo questa guerra e le sue possibili conseguenze ventiquattr'ore al giorno. Sono costretto a sapere cose che non mi fanno più dormire. Per ciò che potrà accadere nelle prossime settimane, per gli effetti che avrà sull'economia e sulla nostra vita quotidiana", afferma il ministro, spiegando di considerare il risultato referendario "una sconfitta della giustizia e di alcuni valori democratici", più che del governo. Secondo il cofondatore di Fratelli d'Italia, la vittoria del No era stata prevista dai sondaggi e riflette anche una tendenza profonda dell'elettorato. "Il Sì ha perso. Nemmeno senza troppe sorprese, perché i sondaggi lo avevano previsto da quattro settimane", osserva, aggiungendo che "il nostro è un Paese che si unisce più facilmente dietro ai No". Tuttavia, riconosce che il voto ha un peso politico che non può essere ignorato: "Il fronte del no ha unito tante cose diverse, tra loro spesso incompatibili o, addirittura, antitetiche. Per questo io riduco il peso politico dell'armata eterogenea che canta vittoria, ma attribuisco un valore enorme al voto. Che deve far riflettere, capire eagire. Ma senza isterismi". Crosetto respinge nettamente l'interpretazione secondo cui il risultato sarebbe stato influenzato dalla vicinanza di Meloni a Trump. "Questa storia della vicinanza a Trump, usata per delegittimare il governo, non so se sia più ridicola o più pretestuosa al limite dell'offesa". "Trump è il presidente di una nazione, eletto a stragrande maggioranza, e fa la sua strada senza ascoltare nessuno, se non se stesso. Noi facciamo la nostra strada senza sudditanza". Per il ministro, però, resta intoccabile il quadro strategico dell'Alleanza atlantica: "L'alleanza con gli Usa è garanzia di libertà e sicurezza per l'Italia e l'Ue". Nel ragionamento del ministro della Difesa, la relazione con Washington va separata dalla contingenza politica rappresentata da Trump. "Trump passerà, come tutti, ma l'Italia, l'Ue, l'Occidente e gli Usa devono rimanere alleati", afferma, avvertendo che l'Europa senza gli Stati uniti resterebbe "il vaso di coccio del mondo" e che una reale deterrenza autonoma non sarebbe disponibile prima di "8-10 anni". Sull'ipotesi di elezioni anticipate, Crosetto non le considera un pericolo per il centrodestra, ma le ritiene inopportune nell'attuale contesto. "Il voto anticipato penso spaventi più il campo largo che il centrodestra", dice, sottolineando però che "in questo momento il senso di responsabilità ci impone di lavorare per affrontare le varie crisi in atto". E ribadisce che, in condizioni internazionali diverse, si sarebbe potuti andare al voto per verificare i reali orientamenti del paese. Quanto alla guerra con l'Iran e ai riflessi sul piano politico interno, il ministro nega che il referendum chieda all'Italia di prendere le distanze dalla linea americana. "Noi non abbiamo condiviso questa guerra e nessuno ci ha chiesto il nostro parere", chiarisce. Al tempo stesso insiste sulla necessità di una soluzione diplomatica, ricordando che "la durata delle guerre non dipende dalla potenza dei più forti, come anche in Ucraina si vede, ma dalla resistenza dei più deboli" e che l'Iran, per dimensioni, popolazione e storia, non può essere letto in modo semplificato. Sul caso della ministra del Turismo Daniela Santanchè e degli altri esponenti che si sono dimessi dopo il voto referendario, ha osservato che "la sconfitta è di tutti quelli che ci hanno creduto" e definisce il loro sacrificio politico "un modo a caldo di dimostrare che si era recepito un messaggio". Ma aggiunge: "Ricordo a tutti che si è dimessa una persona che, secondo la Costituzione più bella del mondo, oggi è innocente". Altrettanto, per quanto riguarda la vicenda dell'ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, Crosetto parla più di "imprudenza superficiale" che di questione morale, definendolo "un nemico giurato delle mafie" e "un talebano della legalità". E rivendica la sua posizione di principio: "Continuerò aessere convinto che le persone vanno punite quando sono colpevoli e non quando qualcuno decide di accusarle".
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