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Elly Schlein a Capracotta, l'ultimo tarlo della segretaria: per battere Conte...
Oggi 30-07-26, 02:24
Non era mai successo che il segretario del Partito democratico partecipasse anche alle feste dell’Unità più piccole. In genere andava a quelle principali, Bologna, Firenze, Roma, mentre mandava nelle altre i parlamentari del territorio. Poi chiudeva la festa nazionale, in settembre. Elly Schlein ha cambiato anche questo rito, decidendo di battere paese per paese, borgo per borgo. Ha accettato tutti gli inviti, cosa che ha sorpreso gli stessi dirigenti dem che le giravano la richiesta, dando per scontata una risposta negativa e, invece, si sono visti arrivare sullo smartphone un inaspettato «ok, vengo». E così, dal 18 luglio, Schlein è stata a Sant’Ilario D’Enza (Reggio Emilia), a Bagno a Ripoli (Firenze), ad Aquileia (Udine), a Pray (Biella). Poi sabato primo agosto sarà a Urbino, domenica 2 a Villalunga (Reggio Emilia) e martedì 4 agosto a Capracotta (Isernia). L’agenda sarà aggiornata nei prossimi giorni, prevedendo anche in agosto date in altrettanti paesi lontani dalle rotte della politica nazionale. La spiegazione è semplice: Elly Schlein si sta preparando alle primarie di coalizione. Per questo vuole raggiungere quanti più militanti possibili, sfruttando le feste dell’unità, che sono il cuore della partecipazione. È convinta che sia questa l’arma in più che le consentirà di vincere ai gazebo, battendo Giuseppe Conte, che pure è davanti nei sondaggi. Ma non può disporre, dicono al Nazareno, della macchina organizzativa e del popolo di militanti del Pd. Per questo, nel cerchio stretto di Schlein, si è convinti che le primarie le vincerà la segretaria. «Di fronte a una scelta tra la segretaria del partito e il leader di un altro partito, i nostri voteranno la segretaria. Tutto il partito si mobiliterà per lei, dai parlamentari all’ultimo dei militanti, scatterà uno spirito di corpo», si dice tra i dirigenti più vicini a Elly. Tra i parlamentari uscenti si aggiungerà un’altra ragione: comunque vadano le primarie, sarà Schlein a fare le liste per le elezioni politiche. C’è, però, una possibile variante. Conte, una volta capito che perderebbe ai gazebo, potrebbe decidere di “scartare”, ritirandosi dalle primarie in nome dell’unità. E chiedendo a Schlein di fare lo stesso, indicando un nome terzo, che possa essere un ponte tra i due. L’unico nome con queste caratteristiche, punto di caduta tra i due, è quello di Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, ex ministro di un governo presieduto da Conte (con cui ha ottimi rapporti), ma anche amico di Schlein (peraltro il fratello, Massimiliano Manfredi, è del Pd ed è presidente del Consiglio regionale). È l’ipotesi spinta da Goffredo Bettini, nella variante del garante a tempo: ovvero scegliere «una grande personalità culturale, istituzionale, intimamente legata al messaggio repubblicano», ma «non per destinarla alla scelta del premier», solo «per significare quello spettro di principi e ideali ai quali tutti i progressisti fanno riferimento». Poi il premier lo fa chi prende più voti. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48651456]] Ipotesi che, però, almeno nella formula indicata da Bettini, è stata bocciata dal Nazareno. Come ha detto Francesco Boccia, tra i più vicini a Schlein, «è conclusa la stagione dei federatori e dei garanti». Nel campo largo, però, si muovono anche altre personalità. Uno è Franco Gabrielli, ex capo della polizia, corteggiato dal centro del centrosinistra, che da mesi sta girando il Paese, presentando il suo libro, “Contro la paura”. Il 31 luglio sarà a Reggio Calabria, invitato dall’ex sindaco del capoluogo, Domenico Battaglia, e intervistato dalla giornalista Giulia Merlo, al Circolo del Tennis Polimeno. C’è Ernesto Ruffini che lavora a strutturare la rete dei suoi comitati. E soprattutto c’è Silvia Salis, sindaca di Genova. In Calabria è nato un comitato in suo sostegno, “Cum grano Salis”. A idearlo è stato Tonino Perna, economista, sociologo, ex presidente del Parco Nazionale dell’Aspromonte, personalità decisamente di sinistra. Ma hanno aderito anche docenti universitari di altre regioni, tra cui Aldo Morace, ex prorettore dell’Università di Sassari, vicino al mondo della sinistra Dc. Così, al momento la fotografia è quella di un campo dove in tanti si muovono, ciascuno con ambizioni differenti. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48674529]]
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