s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Sport
Emil Audero, confessione choc: "Cos'ho pensato dopo il petardo"
03-02-2026, 12:00
Calmo in apparenza, solidissimo nella sostanza. Emil Audero racconta così uno dei momenti più difficili della sua carriera, dopo lo scoppio di un petardo a pochi centimetri dal suo orecchio destro durante la gara della Cremonese. Un episodio violento, improvviso, che avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori. “È stato come prendere una martellata”, spiega il portiere in una intervista al Corriere della Sera, ripercorrendo l’attimo dell’esplosione e il dolore immediato, fisico e mentale. Nonostante lo shock, Audero è rimasto in campo per oltre quarantacinque minuti. Una scelta che non è stata istintiva, ma profondamente legata al suo modo di vivere il calcio. “Intanto c’era l’adrenalina della partita”, racconta, spiegando come solo dopo il fischio finale siano arrivati i dolori più forti. Ma la vera motivazione è un’altra: “Io mi ritengo un giocatore di campo e non me la sentivo di abbandonare così, anche se ero dolorante — ha proseguito — Ho deciso di restare, sentivo di potercela fare e non c’erano le condizioni per sospendere la gara”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46132816]] Dentro, però, qualcosa si è incrinato. Audero parla apertamente di “una sensazione di vuoto morale che non avevo mai provato in vita mia”, di pensieri che tolgono energia e lucidità. “Ti dici ‘Stai giocando, stai facendo il tuo lavoro’, e realizzi che se quella bomba carta finiva poco più in qua, ti poteva fare male davvero”. Il giorno dopo resta la consapevolezza di essere stato fortunato. “Per la dinamica che c’è stata poteva andare peggio”, ammette, raccontando dei controlli medici a cui si sottoporrà per l’orecchio e il ginocchio. “All’inizio faticavo a sentire bene, poi l’udito è tornato”. C’è spazio anche per una riflessione più ampia sul tifo e sulla violenza. “I tifosi sono una parte fondamentale del calcio”, sottolinea, ma è necessario distinguere da “minoranze, per le quali non trovo una parola giusta, che con il calcio c’entrano poco”. E se potesse parlare con chi ha lanciato il petardo, Audero sarebbe diretto: “Vorrei soltanto chiedergli qual è il suo scopo allo stadio — ha chiuso — Obiettivamente non trovo un senso”. Parole misurate, ma durissime. Come il colpo che ha incassato. E come la determinazione con cui ha deciso di restare in piedi. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46137442]]
CONTINUA A LEGGERE
3
0
0
Guarda anche
Libero Quotidiano
Federica Torzullo, il papà inchioda il genero: chi è davvero
Libero Quotidiano
Sinner, la rivelazione di Courier: "Ora non ti senti più sicuro"
Libero Quotidiano
13:59
Bollo auto, valanga di controlli: chi rischia il fermo del veicolo (e come salvarsi)
Libero Quotidiano
13:51
Iran,l'appello del figlio dello Shah: aiutateci, rovesciamo il regime
Libero Quotidiano
13:46
Bambino trapiantato con cuore danneggiato, Fico "Vicinanza alla famiglia"
Libero Quotidiano
13:40
Cucci "La medaglia d'oro dei Giochi va anche ai medici italiani"
Libero Quotidiano
13:35
La lezione di Arianna Fontana: testa, cuore e finali
Libero Quotidiano
13:30
