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Emmanuel Macron, la fine del Galletto: il voto che sta per spazzarlo via
Oggi 15-03-26, 12:53
Un antipasto di presidenziali. Oggi in Francia si terrà il primo turno delle elezioni comunali – il secondo turno è previsto domenica prossima – l’ultimo banco di prova per i partiti francesi prima di entrare nel vivo della corsa per l’Eliseo. Le elezioni non avranno solo un impatto a livello locale, col rinnovo di 35 mila sindaci: daranno anche un’indicazione sull’umore politico del Paese e sullo stato di salute del presidente francese Emmanuel Macron e dei partiti che lo sostengono: Renaissance, Horizons e MoDem. Il partito macroniano, Renaissance, guidato oggi dall’ex primo ministro e futuro candidato all’Eliseo Gabriel Attal, conta poco più di 580 rappresentanti locali: la scarsa rappresentanza nei comuni è figlia della débâcle subita alle elezioni amministrative del 2020. Per limitare i danni, Attal ha optato per la strategia delle alleanze con i candidati sindaco di centro e di destra già radicati nei territori. Ma come evidenziato dal Monde il rischio, per Renaissance, è quello di una progressiva estinzione dal panorama politico francese. Secondo un articolo del Figaro, dietro la discrezione di Macron sulle comunali ci sarebbe la tentazione di attribuire a Attal la responsabilità del fallimento annunciato, che metterà in luce tutta la debolezza della sua corrente politica. A quasi nove anni dall’ascesa all’Eliseo, nessuna grande città è guidata da un sindaco Renaissance. Il capo dello Stato si è accontentato di qualche piccolo segnale negli ultimi mesi. Lo scorso luglio, secondo le informazioni del Figaro, ha ricevuto in privato Jean-Michel Aulas, prima che l’ex presidente dell’Olympique Lione fosse sostenuto dal campo presidenziale e dalla destra per candidarsi alla carica di sindaco di Lione. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46793359]] A fine febbraio, quando Rachida Dati ha lasciato il governo per dedicarsi alla sua campagna a Parigi, Macron «le ha rivolto parole di incoraggiamento nella battaglia che sta conducendo», ha fatto sapere il suo entourage. Una frecciatina a Attal, che sostiene un altro candidato alla carica di sindaco di Parigi: Pierre-Yves Bournazel, membro di Horizons, il partito dell’ex premier Édouard Philippe. Nella capitale francese, la candidata di Réconquête, Sarah Knafo, è l’outsider che nessuno aveva visto arrivare. Con una campagna pop, Knafo ha trasformato Parigi nel nuovo laboratorio del campo largo delle destre. «Il voto utile a destra è il voto per me! Tendo la mano a tutti i candidati di destra, sia che domenica arrivi prima o seconda. A Parigi, la destra può vincere solo se unita», ha detto Knafo, che è accreditata al 13,5% dei voti: numeri sufficienti per qualificarsi al secondo turno, dato che la soglia di sbarramento è al 10. Dati, ministra delle Cultura uscente ed ex star del sarkozysmo, sogna di interrompere venticinque anni di dominio socialista Delanoë-Hidalgo, battendo il candidato della gauche Emmanuel Grégoire, ma per farlo potrebbe essere costretta a unire le forze con Knafo, la nuova stella della destra francese. I Repubblicani (Lr) e il Partito Socialista (Ps), le due formazioni in forte calo a livello nazionale, in crisi di idee e di leadership, continuano a reggere a livello locale: governano il 48% delle città con più di 30mila abitanti e quasi il 94% delle città più importanti. Ma il forte desiderio di cambiamento nel Paese – un sondaggio pubblicato dall’istituto Ifop dà i due partiti che si trovano alle estremità dell’Assemblea nazionale, il Rassemblement national (Rn) a destra e la France insoumise (Lfi) a sinistra, finalisti delle presidenziali del 2027 – potrebbe generare alcune sorprese. I riflettori, in particolare, sono puntati su Marsiglia e Tolone, i due grandi porti del Mediterraneo, dove i candidati di Rn, rispettivamente Franck Allisio e Laure Lavalette, sono dati testa a testa con i rivali della sinistra. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46753358]] Una vittoria di Rn a Marsiglia, capitale del multiculturalismo e seconda città di Francia, provocherebbe un terremoto politico. E a Nizza, il candidato sostenuto da Rn ed ex ministro sarkozysta Éric Ciotti è dato davanti a tutti secondi diversi sondaggi. Rn ha presentato quasi il doppio delle liste rispetto al 2020 e ha mobilitato una parte significativa dei propri rappresentanti eletti a livello nazionale: 35 deputati, ossia quasi un terzo del gruppo presente all’Assemblea nazionale, si presenteranno alle comunali come candidati. La speranza, dicono i lepenisti, è quella di un’«ondata blu marine». Di certo non ci sarà nessuna «ondata verde» come nel 2020: gli ecologisti rischiano di perdere non solo il fortino di Lione, ma anche Strasburgo, Bordeaux e Grenoble dopo un solo mandato.
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