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FdI, Sara Kelany inchioda le toghe rosse: "Come mettono a rischio la sicurezza dei cittadini"
Oggi 21-01-26, 00:48
"Una parte della nostra magistratura non è libera e indipendente come stabilito dalla nostra Costituzione". Torna a tuonare contro le toghe Sara Kelany, deputata di Fratelli d'Italia e responsabile immigrazione del partito fondato dalla premier Giorgia Meloni. Già lo scorso weekend l'onorevole, a proposito della giustizia, aveva sottolineato come "idati parlano chiaro: a fronte di governi che mettono in atto politiche migratorie più restrittive, aumentano i provvedimenti giurisdizionali che vanno in direzione ostinata e contraria. Non è una coincidenza. Se da un lato il governo trattiene nei Cpr soggetti pericolosi, dall’altro alcuni giudici, rispondendo evidentemente a pulsioni ideologiche, decidono di vanificare questi sforzi, rimettendo in libertà immigrati in attesa di espulsione". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45747238]] Tema questo approfondito in una durissima intervista concessa al Tempo: secondo Kelany certe toghe "mettono a rischio la sicurezza dei cittadini", un fatto "inaccettabile. Per difendere la propria ideologia tu, magistrato, metti a rischio la sicurezza nazionale? Perché siamo chiari: quei magistrati volevano bloccare il trattato Italia Albania. In realtà non c’era, nei loro provvedimenti, nessuna analisi dei singoli casi. Ma solo il desiderio di far naufragare una misura fortemente voluta dal centrodestra". Non una battaglia in punta di diritto, dunque, secondo Kelany, ma un riaffermare un pregiudizio ideologico e politico. "Il Csm risponde a logiche correntizie e ideologiche espartisce le carriere e i disciplinari in base a scelte ben precise. Di fronte a un magistrato che rimette in libertà un soggetto altamente pericoloso possibile che le valutazioni siano tutte positive? Credo sia normale dover rimettere ordine in un settore così importante". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45868729]] "Ci sono una serie di associazioni nelle quali magistrati, avvocati e accademici elaborano veri e propri trattati, ad esempio sul tema migratorio, che poi vengono usati, paro paro, nei provvedimenti di alcuni giudici - accusa la deputata di FdI -. Io trovo questa dinamica gravissima". La questione incide anche sul Parlamento italiano, come accaduto con Hannoun, il leader pro-Pal in Italia per il qualeil Tribunale del riesame ha confermato il carcere. "Un soggetto pericoloso, sottovalutato dalla sinistra italiana. Una deputata dei 5 Stelle(il riferimento è a Stefania Ascari, ndr) ha fatto missioni estere con lui, nonostante noi l’avessimo avvertita".
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