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Garlasco, il caso non è chiuso: mancano ancora alcuni elementi
Oggi 07-05-26, 05:52
Riunione di redazione, da circa tre anni, da quando sono direttore di Libero, c’è un refrain: “Cosa c'è su Garlasco”? A quel punto parte il dibattito: c’è chi dice “non c'è niente!” e lo ripete ogni giorno per tre volte (di riunioni a Libero se ne fanno tre), fino a farlo diventare un tormentone del nostro stare insieme in redazione; c’è chi dice che Alberto Stasi è colpevole (ma non è mai stata la linea del nostro giornale, sapete tutti che noi abbiamo fatto una campagna innocentista dai tempi di Vittorio Feltri e su quella linea abbiamo continuato, confortati da elementi nuovi sempre più convergenti); c’è chi sostiene che l’autore del delitto non si troverà mai e probabilmente è estraneo al circolo degli amici di Garlasco. Io ho sempre pensato che ci fosse dietro qualche gioco sessuale andato male, ma più in là non mi sono mai spinto, nonostante sia un appassionato lettore di Sherlock Holmes. Ieri il colpo di scena e, forse, pare, sembra, una possibile svolta delle indagini. Sempio è stato intercettato (nel 2025) mentre parlava da solo in automobile e nel singolare soliloquio rivela di aver visto un video a luci rosse di Chiara Poggi, di averle addirittura telefonato e di essere stato respinto. Questo non è un dettaglio, ma un elemento che cambia tutta la narrazione – e quello che aveva raccontato Sempio – dà corpo alla tesi del movente passionale e rafforza l’idea che Stasi a casa di Chiara all’ora del delitto non ci sia mai stato. Se così fosse, tutta la storia del processo è una narrazione parallela, è la condanna di un innocente (Stasi) mentre un altro attore (Sempio), vicino a Chiara, amico del fratello, entrava e usciva dall’inchiesta nascondendo un fatto importante. Il giallo è servito, ma l’aver fatto un’avance telefonica e l’essere stato respinto non significa aver commesso il delitto, come sempre, servono prove. I limiti probatori sono esposti: 1. Nessun nesso dimostrato tra avance telefonica e consumazione del delitto. 2. Nessuna collocazione certa di Sempio nella casa di Chiara il pomeriggio dell’omicidio. 3. Servono riscontri materiali; al momento l’intercettazione è indizio di una narrativa diversa (e da qui si parte), non di una responsabilità penale. Sempio non è un presunto colpevole, per noi (e per la legge) resta un presunto innocente. Ma una certezza esiste (questo è il punto che lo inguaia), è il fatto clamoroso che fa svoltare il titolo in cronaca: Sempio si è incastrato parlando da solo, non si vantava con un altro, faceva le sue strane meditazioni sul caso, a voce alta. Sembra di vedere uno che parla guardandosi allo specchio. È un elemento perfetto per la penna di Conan Doyle e una nuova indagine di Sherlock Holmes.
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