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Garlasco, la chiave è la porta a soffietto: "Aperta e richiusa 5 volte, ma non ci sono impronte"
Oggi 03-10-26, 02:23
La porta a soffietto torna al centro dell'inchiesta su Garlasco. Si tratta della portachesepara il soggiorno della villetta di via Pascoli dalle scale che conducono alla cantina, quelle su cuifu rinvenuto il corpo della vittima, la 26enneChiara Poggi,il 13 agosto del2007. Si tratta di un elemento avvolto nel mistero ancora oggiper la mancanza di impronte sia sulleante che sulpomello. "Èstata aperta e richiusa cinque volte, ma cancellato il Dna",si legge suIl Messaggeroche cita le carte delle indagini della Procura di Pavia chiuse nei giorni scorsi. Indagini dell'inchiesta-bis nei confronti di Andrea Sempio. Il giallo riguarda in primis Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima nonché unico condannato per il delitto: le sue impronte non sarebbero mai state trovate su quella porta, nonostante lui avesseriferito di averla aperta al suo arrivo, quando scoprì il corpo della ragazza. In generale, però, si tratta di un giallo a tutto tondo perché non sarebbero mai state trovate le impronte o le tracce nemmeno di un'altra persona. Come se nessuno avesse mai toccato quella porta. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49271876]] Secondol'inchiesta-bis della Procura di Pavia, quella porta "è stata aperta e richiusa almeno cinque volte il solo 14 agosto", vanificando la presenza di Dna e impronte. E ancora, come riportaIl Messaggero: delle operazioni di rilievo dattiloscopico riportate dagli esperti del Ris nella loro relazione del 24 agosto 2007, "non c'è traccia" nei verbali del lavoro svolto a casa Poggi nei giorni precedenti. Gli investigatori hanno potuto analizzare la scena del crimine solo "attraverso le numerose fotografiee relativi metadati". Le immaginiscattate dalle 14.07 del 13 agosto alle 15.15 del 20 agosto - entra nel dettaglioIl Messaggero- riprenderebbero la porta sei volte aperta, due chiusa e altrettante semichiusa. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49275026]] "L'interazione con la superficie, pomello o anta che fosse, anchecon l'utilizzo dei guanti, implica l'asportazione di materiale genetico e la cancellazione (per sovrapposizione) di contatti dattiloscopici che potevano eventualmente essere presenti su quella superficie", si legge nel rapporto pubblicato daIl Messaggero.Inoltre, "attraverso gli atti del Ris di Parma", chi indaga registra cheil tamponeper raccogliere il Dna dal pomello sarebbe stato eseguito solo il 5 settembre, "dopo tutte le interazioni avvenute sulla porta". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49274035]]
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