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Gian Carlo Caselli, l'ultima sparata del No: "Toghe buone buone in un angolo"
Oggi 17-03-26, 10:17
"Sono proprio convinto che si voglia delegittimare la magistratura perché se ne stia buona buona in un angolo e non disturbi certi interessi". Gian Carlo Caselli, ex procuratore antimafia in un'intervista al quotidiano La Repubblica, scende in campo a sostegno del fronte del Noal referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. Si tratta dell'ultimo soccorso in toga nella incandescente volata finale prima delle urne. "La nostra giustizia purtroppo non funziona - ammette Caselli -. L'interminabile vergognosa durata dei processi la trasforma in 'denegata' giustizia. Di più: spesso si deve registrare una 'inefficienza efficiente', cioè una giustizia che proprio non funzionando tutela certi interessi refrattari a ogni controllo di legalità. Separando le carriere i pm diventerebbero un corpo autonomo, dotato di un proprio Csm. Un gruppo ristretto e impermeabile altamente specializzato, investito di un potere enorme: decidere chi indagare, quando farlo e con quali priorità. Una corporazione chiusa in se stessa, sganciata dall'ambito della cultura della giurisdizione, di veri e propri avvocati della polizia (con in più il potere di dirigere la stessa polizia giudiziaria), portati inevitabilmente a ignorare sempre più i diritti di garanzia e trasformarsi in un vero e proprio potere dello Stato". Caselli, insomma, sembra voler ribaltare tutti gli argomenti di chi al contrario sostiene la riforma Nordio. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46830502]] "Un potere così vasto esercitato senza contrappesi efficaci non può restare a lungo privo di controllo. Ed è qui che si profila lo sbocco praticamente inevitabile di una progressiva sottoposizione del pm all'esecutivo, quindi alla politica. Questa è la realtà, - prosegue l'ex procuratore antimafia - senza fare processi alle intenzioni del governo Meloni, che con la sua riforma formalmente non tocca gli articoli della Costituzione che assicurano autonomia e indipendenza del pm". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46831961]] Secondo Caselli si tratta di"una realtà già prevista. In un antico progetto politico di marca spiccatamente reazionaria e autoritaria, che ha avuto in Licio Gelli un sostenitore convinto". Il riferimento è alla riforma della giustizia ideata dall'ex capo della P2. Le frasi di Giusi Bartolozzi, capo diGabinetto al ministero della Giustizia che aveva definito la magistratura politicizzata "plotoni d'esecuzione", secondo Caselli sono "inaccettabili":"Non soltanto quelle parole, ma soprattutto il fatto che chi le ha pronunziate occupi ancora il suo posto". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46832625]]
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