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Giorgia Meloni, il question time: scontro con Renzi. "Accuse e insulti, c'è poco da parlare"
Ieri 13-05-26, 16:41
Giorgia Meloni al Senato per il question time.La presidente del Consiglio risponde a interrogazioni in materia dipriorità strategiche del Paese, politica economica, tutela del livello dei salari e del potere d'acquisto, ma anche contrasto all'emigrazione giovanile, politiche di sviluppo del Mezzogiorno, promozione della crescita e della competitività industriale, politiche abitative, crescita economica e riduzione del carico fiscale delle famiglie e delle imprese. Ipotesi cabina di regia "Approfitto per dire che entro l'estate sarà adottata la legge delega, saranno adottati i decreti attuativi e completato il quadro giuridico necessario alla ripresa della produzione nucleare in Italia", è l'esordio in risposta a un'interrogazione di Azione sull'istituzione di una cabina di regia per affrontare le priorità strategiche del Paese. Da qui l'invito a Carlo Calenda: "Ci sono molte altre questioni che possono essere oggetto di un possibile confronto", "le porte del governo e le mie personali per chi ha voglia di confrontarsi nel merito saranno sempre aperte". Poi la stilettata: "Senatore Calenda, credo che nella sua interrogazione ci sia punto di condivisione" per la "situazione in cui ci troviamo", un "quadro economico particolarmente complesso", in cui le "tensioni geopolitiche incideranno. In un momento che facile non è, credo che dovrebbe esserci meno spazio per la polemica". Sempre in merito al confronto con le opposizioni, Meloni rincara la dose:"Io sarei anche disponibile" ma "devo ricordare che quando finora abbiamo provato a fare delle proposte in questo senso la risposta da parte della grande maggioranza dei partiti dell'opposizione non è stata di disponibilità. C'è stato, ricordo - ha aggiunto - uno degli ultimi casi all'inizio del conflitto in Iran, ci si è detto addirittura che volevamo organizzare una sorta di passerella. Quindi non c'è da parte mia alcuna volontà di organizzare delle passerelle" ma "se le posizioni delle forze di opposizione fossero oggi diverse, le mie porte sarebbero ancora aperte e sono in ogni caso aperte per chiunque abbia voglia di anteporre l'interesse nazionale all'interesse di partito perché credo che la fase lo richieda e quindi la ringrazio per questa proposta". Renzi critica il governo, la replica su salari e Pnrr Non mancaMatteo Renzi: "Sedotta e abbandonata da Trump, con un governo non all'altezza delle sfide, una maggioranza incapace di accettare le critiche dell'opposizione, e che ha perso un referendum: lei è un'altra persona. Un ginecologo alla Corte dei conti, un ministro che si fa dare dell'assenteista da Salvini? Se sembrate la famiglia Addams invece di un governo non è colpa mia. Mi dica le tre proposte del governo, e visto che le hanno lasciato 200 miliardi di Pnrr, mi dà un numerino per dire quanti di questi miliardi siano stati utilizzati?". Da qui la replica: "Si invoca"di continuo "la presenza del presidente del Consiglio in Aula e, al netto di accuse e insulti, c’è sempre oggettivamente poco di cui parlare". Sul Pnrr "ad oggi l'Italia ha incassato 153 miliardi e sarà liquidata la nona rata nelle prossime settimane. Al 31 marzo '26 la spesa certificata ammonta a 117 miliardi, pari al 76 per cento del totale a cui si aggiungono 24 miliardi di strumenti finanziari. Direi che abbiamo fatto un buon lavoro". Stesso discorso sui salari. "Il tema è molto serio, raccontato con molti slogan e fake news. 'I salari hanno perso sette punti dal 2021': chi lo sostiene è lo stesso che governava tra il 2021 e il 2022 quando i salari hanno perso 8 punti e mezzo. Noi siamo partiti da qui ci abbiamo lavorato e i salari hanno ripreso a crescere. I salari hanno ripreso gradualmente a crescere perchénon ci siamo girati dall'altra parte". Noi Moderati e l'interrogazione su salari e potere d'acquisto "Seppure lentamente, le famiglie stanno recuperando potere acquisto, perché non ci siamo girati da altra parte, abbiamo dato risposte. Lo abbiamo fatto lavorando sul taglio del costo del lavoro, con diversi provvedimenti che hanno aumentato il netto in busta paga, soprattutto per i redditi medio bassi". Lo ha detto Melonirispondendo a un'interrogazione di Noi moderati sugli strumenti di tutela del livello dei salari e del potere d'acquisto. "La seconda priorità è stata il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego - ha aggiunto -. In alcuni comparti addirittura tre rinnovi, come il comparto scuola: un docente in media guadagna 412 euro al mese in più insieme agli arretrati". Avs sull'emigrazione giovanile "Il nostro Paese non offre nemmeno ai neo laureati una posizione decente, anche Bulgaria, Polonia, Croazia fanno meglio di noi. Abbiamo numeri da periferia europea.In questi 4 anni non c'è stata nessuna strategia per contrastare questi dati, anzi la situazione è peggiorata", ha contestato Peppe De Cristofaro chiedendo le misure in campo per questa emergenza. Meloni ha dunque risposto:"Lei ha ragione quando dice che è diventato un fenomeno strutturale, una questione seria che nessuno è riuscito a intervenire negli ultimi anni, e c'è stato un picco nel 2024, quando sono entrate in vigore le sanzioni per chi non era iscritto all'Aire. Ci sono però fenomeni diversi tra loro ma non è vero che non c'è stata una strategia. Abbiamo fatto un lavoro in materia di ricerca, con 1,2 miliardi di euro per rafforzare il collegamento tra università e mondo del lavoro, e un lavoro complessivo sullo stato economico della nazione, perché ovviamente per trattenerli servono investimenti, competitività, crescita. Èsotto questo governo che i precari sono diminuiti di 550 mila unità, che gli occupati stabili sono aumentati di 1,3 milioni, perché abbiamo favorito i contratti stabili, così come abbiamo lavorato particolarmente sul Mezzogiorno, che è il territorio che paga di più questa emigrazione". Sempre De Cristofaro:"Allora se è una emergenza, perché non ne parla mai?L'unica cosa bloccata in questo Paese è la condizione delle nuove generazioni, e tanto per dirne una la precarietà è tornata identica nelle università. Io riconosco che i fallimenti delle politiche di questo Paese non sono intestabili solo al suo governo, ritengo che siamo dinanzi a una questione strutturale ma in questo Paese il ministro della Gioventù l'ha fatto lei, che la riforma Gelmini che ha massacrato la scuola pubblica, l'ha votata lei, e che il suo governo si è posto in continuità con quelle scelte.Il suo governo per i giovani cosa ha fatto? Non li ha fatti votare nemmeno al referendum, gli avete dato il decreto sicurezza e il decreto antirave". Il M5s attacca sull'economia? E il premier ricorda il Superbonus "Sui temi economici sbandierate alcuni dati - ha preso la parola Stefano Patuanelli -, senza falsificazione, ma senza dire tutto. L'occupazione ad esempio? Cresce solo per gli over 50. Lo spread? Più basso perché sono cresciuti i tassi di interesse in Germania. La Borsa? È al record storico, ma grazie all'energia e alle banche. In questo quadro, il tema dell'energia è cruciale. Penso che capire qual è la strategia per render questo Paese indipendente a livello energetico, vorremmo capire che cosa è successo alla misura Cer, che oggi sempre bloccata. E poi le chiediamo se non ritiene che le politiche economiche di questo governo siano state fallimentari?". La premier: "Le incertezze sulle energie rinnovabili? Credo che ci fosse molta più incertezza quando la norma è stata creata, scritta in maniera così sbagliata da essere inapplicabile, oggi invece l'abbiamo semplificata. Le domande superano la capienza? È perché ora la misura funziona. Sulla strategia in generale, stiamo mettendo in sicurezza la nazione.Per quanto riguarda le accuse, da una parte ci accusate di fare austerità, e dall'altra per l'aumento del rapporto debito Pil. Noi non abbiamo fatto politiche di austerità, e nonostante questo avremmo potuto uscire dalla procedura di infrazione se non avessimo dovuto fare i conti con misure fuori controllo". Sul Superbonus, poi: "Quando finiremo di pagarlo? Nel 2027, quando sarà finito il nostro mandato».«Quello che posso dire è che non faremo lo stesso, non perché facciamo politica di suterità, ma di serietà".
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