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Romano Prodi, "sa qual è il dramma?": perché Schlein e Conte sono già condannati
Ieri 19-04-26, 14:40
"Questi 30 anni non sono passati, come si suol dire, in un attimo. Mi sembra proprio che sia trascorso un secolo! Non bisogna fissarsi sul passato e neppure rimpiangerlo. La storia non si ripete mai e tuttavia oggi si ripropone la stessa urgenza: una coalizione capace, come fece l'Ulivo, di suscitare un'ondata popolare di partecipazione, una coalizione che sia in grado di offrire un'idea di Paese. Questo ancora non c'è". Così l'ex premier Romano Prodi,in un'intervista a La Stampa, tenta ancora una volta di dettare la linea a Elly Schlein e a Giuseppe Conte. Negli ultimi trent'anni, sottolinea l'ex premier,"i governi che si sono succeduti di anno in anno, si sono affannati per trovare una soluzione: coalizioni disomogenee e governi tecnici, l'unica via che hanno potuto scegliere è stata quella di fare il meno possibile. Di cambiare il meno possibile". Il campo largo non è attraversato da tatticismi, diffidenze e personalismi oltre la norma? "Si deve partire dalle cose che è necessario fare. Impegnandosi a non seguire il cattivo esempio del centrodestra. In questi 4 anni, ogni volta che è emersa una proposta nella coalizione di governo, una parte delle forze politiche del governo stesso si è opposta e non se ne è fatto più nulla. Tutte le necessarie proposte di riforma sono rimaste lettera morta, belle o brutte che fossero. Dalla riforma della burocrazia a quella del catasto, dai taxi ai balneari, dalla evasione fiscale fino ai condoni. Una coalizione guidata dai partiti con obiettivi diversi, e non da un programma, è una coalizione debole". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47229087]] Oggi le opposizioni vivono quasi unicamente aspettando l'errore di Giorgia Meloni? "Quando non si ha un programma, si aspetta l'errore. E la maggioranza di errori ne ha fatti tanti. Ciò detto, davanti all'ultimo assalto di Trump, ha fatto bene Schlein aesprimere un sentimento di orgoglio di unità nazionale. Senza riserve". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47245702]] Secondo Prodi, "anche oggi servirebbe un'ondata popolare. La democrazia è richiamo al popolo. Un richiamo razionale che prepari obiettivi condivisi e poi li persegua. Questo è far riprendere vigore alla democrazia. Oggi il nostro obiettivo deve essere la costruzione del futuro". L'ex presidente del Consiglio ha poi sottolineato: "Sa qual è il dramma delle coalizioni? Se, secondo le analisi demoscopiche, un partito della coalizione perde voti, scatta il disimpegno e la coalizione si sfascia. Quando Bertinotti prese atto che il governo andava bene, ma il suo partito perdeva consensi, mise in crisi il governo. E lo fece per il successo del governo, non per l'insuccesso. Ecco perché l'idea di un programma per il futuro dell'Italia deve avere la precedenza. Altrimenti ogni partito vorrà sempre la sua remunerazione, a costo di mettere in crisi il governo".
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