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Politica
I dem vogliono vietare la kermesse della Lega
Oggi 08-04-26, 08:49
A furia di gridare al regime, è finita che il regime è arrivato davvero, ma è rosso, ha le insegne del Partito democratico e ha Milano come quartier generale. I fatti. Il Pd milanese vuole impedire alla Lega di fare la manifestazione del prossimo 18 aprile, che ha come temi forti il classico “Padroni a casa nostra” e il contrasto all’immigrazione clandestina, tramite remigrazione. Cioè: chi viene qui per lavorare è il benvenuto, chi viene per delinquere deve essere rispedito a casa sua. Remigrato, appunto. Un concetto semplice, ma non per la sinistra, che da sempre sogna di sostituire popolo ed elettorato con migranti di seconda e terza generazione più inclini a votare “dalla parte giusta”. Tornando a Milano, a mettere nero su bianco il “niet” alla piazza leghista è stata la presidente del Consiglio comunale, Elena Buscemi, esponente del Pd, che ha depositato un ordine del giorno che impegna il sindaco e la giunta «ad esprimere ferma condanna nei confronti dei contenuti della manifestazione, dichiarandoli incompatibili con l’identità civile e democratica di Milano e a portare al prefetto e al questore le preoccupazioni della cittadinanza e del Consiglio comunale, richiedendo una ulteriore valutazione rigorosa sull’opportunità di autorizzare l’evento per motivi di ordine pubblico e per la palese violazione della Carta costituzionale». Questo il sunto di due paginette grondanti retorica buonista. La stessa che ha fatto di Milano la città più insicura d’Italia. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47169492]] Qui il punto però è un altro e riguarda il diritto di manifestare, costituzionalmente garantito a tutti. Quello che la sinistra vorrebbe impedire, con un rigurgito da regime sovietico risvegliatosi subito dopo la vittoria dei “No” al referendum. Alla Buscemi ha risposto la vice segretaria della Lega (e consigliere comunale milanese) Silvia Sardone: «L’odg presentato dal presidente del Consiglio comunale di Milano, Buscemi, è semplicemente indecente. Il Pd si legge nella nota-, chiedendo a prefetto e questore di non autorizzare un grande evento che porterà a Milano numerosi leader europei dei Patrioti, dimostra di non essere affatto democratico e di non volere che in questa città ci siano eventi di confronto dal respiro internazionale». E ancora: «A sinistra hanno uno strano concetto di libertà: per loro può andare in piazza o organizzare raduni solo chi è di sinistra, evidentemente». Sardone replica a Buscemi anche sui temi portanti della manifestazione: «Noi non ci vergogniamo di ribadire il nostro “No” all’immigrazione senza freni e di urlare la nostra contrarietà al fenomeno crescente dell’islamizzazione. Inoltre, rivendichiamo il dibattito sulla remigrazione, intendendo, per esempio, l’urgenza di potenziare le espulsioni dei delinquenti stranieri, e ricordiamo al Pd che in numerosi Paesi europei, a partire dall’Inghilterra e dalla Danimarca (dove governano loro alleati), ma anche in Germania (dove i socialisti fanno parte della grande coalizione), il tema dei rimpatri e delle espulsioni di irregolari e delinquenti è all’ordine del giorno. Evidentemente loro preferiscono la Milano capitale dei reati. Il Pd la smetta di voler impedire la possibilità di organizzare una manifestazione a chi la pensa diversamente». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47114266]] Detto del botta e risposta restano dubbi sulla bontà dell’uscita della Buscemi. Intanto perché nella sua veste di presidente del Consiglio comunale, dovrebbe rappresentare tutte le campane presenti a Palazzo Marino e non solo la sua. È questione di galateo istituzionale, lo stesso che lei chiede agli altri. E poi c’è la questione - non certo nuova - del doppiopesismo della sinistra. Proprio il 18 gli “Antifa” hanno fatto sapere di voler organizzare una «contromanifestazione diffusa» per contrastare quella «fascista» della Lega. Ma nel documento della Buscemi non si fa riferimento ad essa. E anche in passato non si ricordano prese di posizione contro cortei non autorizzati che hanno devastato la città. Insomma l’ennesima occasione persa per far vedere che chi governa Milano lo fa nel nome dei milanesi - di tutti i milanesi e non in nome dell’ideologia cara alla sinistra. Peccato. E dire che di solito quanto il centrodestra manifesta in città non si registrano incidenti, tensioni, sconti con le forze dell’ordine. Al contrario, quando sono gli “amici” antagonisti la lista dei feriti tra gli agenti è sempre piuttosto lunga, così come quella dei danni. E il conto per riaggiustare tutto è assai salato. Ma evidentemente per il Pd non solo milanese - le botte di sinistra sono “democratiche”. I cortei pacifici del centrodestra, fascisti. Valli a capire... [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47083796]]
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