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Imam di Torino, la Cassazione nega il trattenimento nel Cpr. Ira di Fdi
Oggi 04-03-26, 19:27
Altro colpo delle toghe. La Corte di Cassazione ha definitivamente respinto il ricorso presentato dall’Avvocatura dello Stato, confermando così la libertà dell’imam Mohamed Shahin e chiudendo una vicenda giudiziaria durata diversi mesi. La sentenza, emessa dalla prima sezione penale e anticipata dal Fatto Quotidiano, arriva dopo che la Corte d’Appello di Torino, con provvedimento del 21 gennaio 2026, aveva già annullato il trattenimento dell’imam nel CPR di Caltanissetta, giudicandolo non necessario né proporzionato.Tutto era iniziato a novembre 2025, quando il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva firmato un decreto di espulsione per motivi di ordine e sicurezza pubblica, motivandolo con alcune dichiarazioni ritenute pericolose. L’imam, titolare della moschea di San Salvario a Torino, era stato trasferito nel centro di permanenza per i rimpatri di Caltanissetta. Tuttavia già a metà dicembre 2025 la Corte d’Appello di Torino, in sede di riesame, aveva disposto il suo immediato rilascio, ritenendo non sufficientemente provata la concreta pericolosità sociale e l’adeguatezza della misura detentiva.Pochi giorni dopo, tra fine dicembre e inizio gennaio, anche la Corte d’Appello di Caltanissetta aveva confermato il diniego all’espulsione immediata, smontando ulteriormente le basi del decreto ministeriale. Il 9 gennaio 2026 la Cassazione era intervenuta in via intermedia, annullando con rinvio un precedente provvedimento e mantenendo Shahin libero in attesa della decisione definitiva. Il 21 gennaio la Corte torinese aveva poi respinto un nuovo ricorso dell’Amministrazione, ribadendo l’illegittimità del trattenimento per mancanza di elementi concreti di rischio. Dura la reazione di Fdi: "Con la decisione della Cassazione sull'annullamento del trattenimento dell'Imam di Torino, Mohamed Shahin, ancora una volta viene sovvertito nelle aule di tribunale un provvedimento assunto dal Governo Meloni per tutelare la sicurezza nazionale. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:45837960]] L'imam egiziano, infatti, oltre ad aver inneggiato pubblicamente al massacro del 7 ottobre ad opera di Hamas, secondo la valutazione del Viminale - che ne aveva disposto l'espulsione - sarebbe radicalizzato e in contatto con 'soggetti noti per la loro visione fondamentalista e violenta dell'Islam'. I giudici, invece, hanno ritenuto di liberarlo, tra le altre cose, per la sua 'positiva considerazione nel mondo civile'. C'è ancora una volta l'impressione che su certi temi la volontà di sovrapporsi alle valutazioni della politica prevalga sull'applicazione del diritto", ha affermatola deputata di Fratelli d'Italia Sara Kelany, responsabile del dipartimento Immigrazione del partito. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46257114]]
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