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Iran, la giornata di guerra. Razzo sulla base italiana Unifil in Libano
Oggi 02-04-26, 16:50
La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran prosegue. Il presidente Donald Trump ha tenuto un discorso per fare il punto della situazione e di fatto ha sottolineato come il regime sia ormai al collasso. Inoltre ha esortato gli alleati a occuparsi di Hormuz, lo snodo decisivo petrolifero che viene tenuto sotto scacco da Teheran. Qui di seguito la cronaca della giornata. Unifil, colpito il quartier generale del contingente italiano in Libano "Questo pomeriggio un razzo, la cui origine è ancora in fase di accertamento, ha colpito la base di Shama, quartier generale del contingente italiano e del settore Ovest di Unifil. Non si registrano feriti tra i militari italiani. Si segnalano soltanto lievi danni alle infrastrutture". Lo riferisce in una nota di Unifil. "Il ministro Guido Crosetto è in contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, con il comandante del Covi e con il comandante del contingente italiano - conclude - per ricevere aggiornamenti costanti sulla situazione e sulle condizioni del personale". Austria rifiuta tutte le richieste Usa di sorvolo L'Austria ha rifiutato tutte le richieste statunitensi di sorvolo del suo territorio. Lo riferisce il governo di Vienna. Telefonata Starmer-Meloni: “Riaprire lo Stretto di Hormuz” Il premier britannico Kir Starmer ha parlato con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. I leader hanno discusso della situazione in Medio Oriente, rende noto un portavoce di Downing Street, e hanno convenuto sull’urgente necessità di un allentamento delle tensioni. Hanno sottolineato l’importanza di riaprire lo Stretto di Hormuz per ripristinare la libertà di navigazione, rilevando il notevole impatto che l’attuale interruzione sta avendo sul trasporto marittimo globale, il che sta facendo aumentare i costi in tutto il mondo. Questo tema sarà al centro delle discussioni durante la riunione ospitata dal Regno Unito nel corso della giornata, presieduta dal ministro degli Esteri e alla quale parteciperà il ministro degli Esteri italiano insieme a rappresentanti di oltre 35 nazioni. I primi ministri hanno inoltre concordato di continuare a collaborare strettamente a sostegno della sicurezza collettiva dell’Europa e di rimanere in stretto contatto. Trump attacca di nuovo Macron: "Si sta ancora riprendendo dal pugno che gli ha dato la moglie" Donald Trump è tornato a prendersi gioco di Emmanuel e Brigitte Macron durante un pranzo privato, dopo una serie di bordate rivolte ai leader dei paesi della Nato, ai quali rimprovera di non partecipare alla guerra contro l'Iran. “Macron, la cui moglie lo tratta estremamente male. Si sta ancora riprendendo dal pugno che ha preso alla mascella”, ha dichiarato il presidente americano in un video pubblicato brevemente sul canale YouTube della Casa Bianca, che ne ha poi bloccato l'accesso. Probabilmente si riferiva a un video virale di maggio che mostrava Brigitte Macron portare entrambe le mani sul viso del presidente francese in quello che poteva sembrare uno schiaffo. Indignate le reazioni della classe politica francese per questa nuova dichiarazione irrispettosa del presidente americano.Macron ha risposto ai commenti di Trump sulla sua vita privata definendoli "né eleganti né appropriati". Queste sue osservazioni "non meritano una risposta", ha affermato il presidente francese, nel primo giorno di una visita di Stato in Corea del Sud. La Spagna di Sanchez non partecipa al vertice sullo Stretto di Hormuz La Spagna di Pedro Sanchez non partecipa al vertice in videconferenza convocato per oggi dal premier britannico Keir Starmer che si concentrerà sulla situazione dello Stretto di Hormuz. Il Paese iberico non risulta infatti nella lista dei 35 Stati che prendono parte al summit. "La posizione della Spagna, di non voler fare nulla che contribuisca alla guerra in corso, rimane invariata", commentano fonti del ministeri degli Esteri iberico, interpellate da LaPresse. Madrid, sottolineano le fonti, "sostiene la de-escalation, il dialogo e il rispetto del diritto internazionale". Il leader laburista Starmer ieri, nell'annunciare l'incontro che sarà presieduto dalla ministra degli Esteri Yvette Cooper, ha fatto riferimento ai Paesi che il mese scorso hanno firmato una dichiarazione in cui si impegnano a collaborare per ripristinare la sicurezza marittima lungo lo Stretto, fondamentale per il trasporto del petrolio. Tra questi Paesi non c'è la Spagna. Macron: “Operazione militare a Hormuz è irrealistica” Un'operazione militare come quella che gli Stati Uniti vorrebbero attuare per "liberare" con la forza lo Stretto di Hormuz sarebbe "irrealistica". Lo ha dichiarato il presidente Emmanuel Macron. "Non è mai stata un'opzione che abbiamo preso in considerazione e crediamo che sia irrealistica", ha affermato Macron durante una visita di Stato a Seul. Per giunta, ha sottolineato il presidente francese, un'operazione del genere "richiederebbe un'eternità" e comporterebbe "una serie di rischi". Iran, impiccato giovane manifestante. Teheran: “Una spia di Usa-Israele, in azione durante le proteste” Le autorità iraniane hanno giustiziato un uomo condannato per aver agito per conto di Israele e degli Stati Uniti durante l'ondata di proteste antigovernative di inizio anno. "Amir-Hossein Hatami è stato impiccato all'alba di oggi", si legge sul sito della magistratura Mizan Online, che aggiunge che l'uomo ha agito "contro la sicurezza nazionale per conto del regime sionista e degli Stati Uniti". Tra le azioni contestate c'è un tentativo di irrompere in "un centro militare e distruggerlo per impossessarsi delle armi custodite in loco" durante le recenti proteste, culminate a gennaio. L'agenzia di stampa iraniana Fars ha riferito, inoltre, che l'imputato ha "dato fuoco a un sito militare a Teheran". La stessa fonte ha affermato che, dopo essere stato arrestato dalle Guardie Rivoluzionarie, ha confessato le accuse a suo carico. Teheran: “Mojtaba è in perfetta salute, in tempo di guerra non si appare in pubblico” Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei è rimasta illesa in seguito agli attacchi aerei statunitensi e israeliani, aggiungendo che non apparire in pubblico è una prassi comune in tempo di guerra. Il figlio del defunto Ali Khamenei, ucciso in un attacco all'inizio della guerra, è "in perfetta salute", secondo quanto affermato dal portavoce Esmaeil Baghaei, ripreso da Iran International. Telefonata von der Leyen - Starmer: “Lavoreremo per Hormuz” "Buona telefonata ieri con Keir Starmer. Abbiamo discusso della situazione in Medio Oriente e dello Stretto di Hormuz. Le azioni dell'Iran stanno mettendo a rischio la stabilità economica globale. Lavoreremo con i nostri partner per garantire che la libertà di navigazione possa riprendere il prima possibile". Lo scrive sui social la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. "Abbiamo anche discusso del prossimo Vertice UE-Regno Unito. Un momento chiave per dare seguito agli impegni dell'anno scorso e rafforzare ulteriormente la nostra partnership", ha concluso. Ambasciata Usa in Iraq: “Rischio attacchi dalle milizie a Baghdad in 24-48 ore” L'ambasciata statunitense a Baghdad ha esortato i cittadini americani a lasciare l'Iraq, avvertendo che "milizie filo-iraniane" potrebbero compiere attacchi nel centro di Baghdad entro 24-48 ore. Lo si legge sul profilo X della rappresentanza Usa nella capitale irachena Iran: esercito, "attacchi devastanti" a Usa e Israele L'esercito iraniano ha promesso attacchi "devastanti" contro Stati Uniti e Israele dopo le minacce di Trump. "Non sapete nulla delle vaste e strategiche capacita' della Repubblica islamica e dovrete pagare il prezzo dell'aggressione che avete scatenato", ha affermato il portavoce del quartier generale del comando militare di Teheran, Ibrahim Zolfaghari. "Questa guerra continuera' fino alla vostra definitiva e permanente umiliazione, al vostro pentimento e alla vostra resa - ha assicurato - Nel prosieguo dei colpi forti e inimmaginabili che avete ricevuto finora, aspettatevi azioni ancora piu' devastanti, ampie e distruttive da parte nostra". Trump: “Stiamo per finire il lavoro in due-tre settimane” “I nostri obiettivi strategici" in Iran sono vicini all'essere "completati: E lo faremo, lo faremo rapidamente. In due-tre settiamne riporteremo l’Iran all’età della pietra". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump. Ancora una volta ha ribadito che “il cambio di regime c’è stato” dato che “tutti i loro leader sono morti. Il nuovo gruppo è meno radicale e molto più ragionevole”. Ha però aggiunto che “non era il nostro obiettivo”. Trump: “Chi riceve petrolio da Hormuz vada allo Stretto e se lo prenda. A noi non serve” Nel suo discorso alla Nazione, il presidente Usa ha affermato che il Paese non ha bisogno dell’Iran per il petrolio: “Siamo i primi produttori di petrolio e gas sulla terra. Senza pensare ai milioni di barili che riceviamo dal Venezuela. Non importiamo petrolio tramite lo Stretto di Hormuz, non ne abbiamo bisogno. I paesi che lo ricevono da Hormuz vadano allo Stretto e se lo prendano". Ha poi ribadito che una volta che la guerra finirà Hormuz "riaprirà naturalmente". Trump: “Vittoria senza precedenti, il nostro nemico ha subito perdita clamorosa” Trump nel suo discorso alla Nazione: “Nelle ultime quattro settimane le nostre forze armate hanno lanciato attacchi decisivi. Gran parte dei loro leader sono morti, la guardia rivoluzionaria è stata decimata. La capacità di lanciare droni ridotta in modo clamoroso. Mai nella storia della guerra un nemico ha subito perdite così gravi”. Poi ha aggiunto: “Abbiamo sconfitto e decimato l’Iran, militarmente ed economicamente” Sirene nel centro e nel nord d'Israele Le sirene sono suonate nel centro di Israele in seguito al lancio di missili dall'Iran. "Recentemente, l'esercito ha identificato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele. I sistemi di difesa sono in azione per intercettare la minaccia", si legge in una breve dichiarazione diffusa tramite Telegram. In parallelo, le sirene sono state attivate anche nel nord dello Stato ebraico a causa di allerta droni dal Libano. Wsj, prossima settimana incontro Trump-Rutte Il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, si recherà a Washington la prossima settimana e incontrerà il presidente Trump. Lo ha detto al 'Wall Street Journal' un funzionario della Casa Bianca e persone a conoscenza della situazione. La visita di Rutte a Washington era stata pianificata da tempo, ha affermato la portavoce della NATO Allison Hart. Ma il Segretario generale arriverà a Washington mentre Trump e i suoi collaboratori stanno discutendo se gli Stati Uniti debbano rimanere nell'alleanza che dura da quasi 80 anni. Trump è infuriato con gli alleati per non essersi uniti agli Stati Uniti e a Israele nell'attaccare l'Iran e, più recentemente, per non aver riaperto con la forza lo Stretto di Hormuz.
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