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Iran, la giornata. Le Guardie della Rivoluzione: "Uccideremo Netanyahu"
Oggi 15-03-26, 08:17
Medio Oriente in fiamme. Al centro dello scacchiere restano lo stretto di Hormuz, su cui incombe la minaccia dell'Iran, e l'isola di Kharg, colpita dall'offensiva degli Stati Uniti. Tornando a Hormuz, Donald Trumnp chiede che Cina, Francia, Regno Unito, Giappone e Corea del Sud inviino navi da guerra per presidiarlo e per permettere il passaggio delle petroliere. I pasdaran minacciano: "Uccideremo Netanyahu". Segui la cronaca della giornata di guerra. Araghchi punta il dito contro gli Emirati per i raid sulle isole Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha accusato gli Emirati Arabi Uniti di aver messo a disposizione degli Stati Uniti basi utilizzate per colpire le isole di Kharg e Abu Musa. Secondo quanto riportano media iraniani, le operazioni sarebbero partite da Ras al-Khaimah e da un'altra area indicata come "molto vicina a Dubai". Araghchi ha definito l'azione "pericolosa" e ha lasciato intendere la possibilità di una risposta, affermando che l'Iran "cercherà di fare attenzione a non attaccare nessuna area abitata". Le Guardie Rivoluzionarie minacciano Netanyahu Le Guardie Rivoluzionarie iraniane tornano a minacciare apertamente il premier israeliano Benjamin Netanyahu. In un comunicato rilanciato dall'agenzia Fars, i Pasdaran affermano che "l'incertezza sul destino del criminale Primo Ministro sionista e la possibilità della sua morte o della sua fuga con la famiglia dai territori occupati rivelano la crisi e l'instabilità degli sionisti". Nella stessa nota si legge ancora: "Se questo criminale assassino di bambini è ancora vivo, continueremo a dargli la caccia e a ucciderlo con tutte le nostre forze". Il dipartimento di relazioni pubbliche delle Guardie Rivoluzionarie sostiene inoltre che "gli obiettivi dei criminali terroristi sionisti americani nel primo round di ingiusta vendetta di sangue per i martiri iraniani sono stati distrutti con forza e intensità nelle posizioni nei territori occupati e in 3 basi americane nella regione da un'operazione congiunta delle forze delle Guardie Rivoluzionarie". Nel comunicato si afferma anche che il "suono continuo delle sirene delle ambulanze" e il presunto aumento di morti e feriti dimostrerebbero l'efficacia dell'operazione iraniana. Secondo i Pasdaran, i missili avrebbero colpito settori industriali di Tel Aviv e anche installazioni militari statunitensi come Harir a Erbil, oltre alle basi di Ali Salem e Arifjan. Cinque attacchi notturni su Israele, due feriti lievi nel centro del Paese Nel corso della notte Israele è stato bersaglio di cinque raid, secondo quanto riferisce il Times of Israel. Il bilancio parla di due feriti lievi a Holon, nel centro del Paese, rimasti coinvolti durante il secondo attacco. Le ferite sarebbero state provocate dall'impatto di frammenti caduti nell'area, forse in seguito a un'intercettazione. Le forze armate israeliane hanno reso noto di aver aperto un'indagine sull'accaduto. Il servizio medico di emergenza ha spiegato che un uomo di circa 80 anni è stato medicato sul posto per lievi ferite da schegge di vetro, mentre una donna della stessa età è stata assistita per sintomi legati all'inalazione di fumo. Altre persone, inoltre, sono state curate per stato di shock. L'Irgc rivendica operazioni contro Israele e basi Usa nella regione Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha dichiarato di aver colpito Israele e tre basi statunitensi tra Iraq e Kuwait. In un comunicato diffuso da Al-Jazeera, l'Irgc sostiene che il "suono continuo delle sirene delle ambulanze" in Israele e le ammissioni israeliane sul "numero crescente di morti e feriti" mostrerebbero la "profondità dell'impatto dei missili pesanti" lanciati contro aree industriali di Tel Aviv. Nella stessa dichiarazione, il corpo militare iraniano afferma inoltre che la base aerea di Harir, a Erbil in Iraq, e le basi di Ali Al Salem e Arifjan in Kuwait, dove sono presenti truppe statunitensi, sarebbero state "distrutte da potenti missili e droni iraniani". Segnalate esplosioni nel sud di Teheran Diverse forti esplosioni sono state segnalate nella parte meridionale di Teheran. In un video ricevuto da Iran International si vedono varie detonazioni nelle prime ore di oggi, mentre alcuni residenti descrivono gli attacchi come "molto intensi". Secondo le prime informazioni diffuse, più zone dell'area sud della capitale iraniana sarebbero finite nel mirino dei raid. Droni iraniani intercettati in Kuwait, Emirati e Arabia Saudita Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita hanno riferito di aver intercettato nella notte diversi attacchi lanciati dall'Iran, all'inizio della sedicesima giornata di conflitto in Medio Oriente. Il ministero della Difesa saudita ha annunciato di aver abbattuto almeno 12 droni nelle ultime quattro ore. Ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti, è stato segnalato un incendio dopo l'impatto di un drone contro un impianto petrolifero nell'area di Ruwais. Anche a Dubai, i sistemi di difesa aerea sarebbero entrati in azione intercettando droni nelle zone di Marina e Al Sufouh. In Kuwait, invece, la Guardia nazionale ha fatto sapere di aver abbattuto cinque droni nelle ultime 24 ore. In precedenza, le autorità kuwaitiane avevano riferito che alcuni droni avevano colpito i radar dell'aeroporto internazionale e la base Ahmad Al Jaber, causando il ferimento di tre soldati. Trump spiega lo stop temporaneo ad alcune sanzioni sul petrolio russo Interpellato sulla decisione di sospendere temporaneamente alcune sanzioni sul petrolio russo, nel contesto dell'aumento dei prezzi globali dell'energia, il presidente americano Donald Trump ha dichiarato a Nbc: "Voglio che il mondo abbia petrolio. Voglio che il mondo abbia petrolio". Trump ha poi aggiunto che le sanzioni varate dopo l'invasione russa dell'Ucraina nel 2022 "torneranno non appena la crisi sarà finita". Trump mette in dubbio che Mojtaba Khamenei sia ancora vivo Donald Trump ha sollevato dubbi sulla sorte della nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, che giovedì non è comparso in televisione per quella che avrebbe dovuto essere la sua prima dichiarazione pubblica da leader del Paese. In un'intervista telefonica a Nbc, il presidente americano ha affermato: "Non so nemmeno se sia vivo. Finora nessuno è riuscito a mostrarlo". Trump ha aggiunto: "Mi giunge voce che non sia vivo e, se lo fosse, dovrebbe fare qualcosa di molto intelligente per il suo Paese: arrendersi", pur precisando di considerare la notizia della sua morte soltanto "una voce di corridoio".
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