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Iran, Leon Panetta: "Chi verrà coinvolto nella guerra", scenari estremi
Oggi 04-03-26, 08:18
A cinque giorni dall'inizio del conflitto in Iran, la domanda che tanti si pongono soprattutto in Europa è se la guerra si espanderà. "Abbiamo per le mani un conflitto regionale che potrebbe anche portare all'escalation", ammette Leon Panetta intervistato dal Corriere della Sera. "Altri Paesi che decidono che è un buon momento per approfittare... Perché l'attenzione del mondo è distratta da quello che sta accadendo in Medio Oriente. Eventi come questo a volte vanno fuori controllo e portano a guerre più ampie". "Il presidente ha detto: ci aspettiamo 4-5 settimane di bombardamenti, con la speranza che alla fine questo cambierà il regime e il popolo dell’Iran sarà in grado di sollevarsi e di sviluppare un governo migliore. Questa è la speranza. Il problema è che non abbiamo buoni precedenti di cambio di regime e di nation building", sottolinea l'ex direttore della Cia e segretario della Difesa degli Stati Uniti, chemette in guardia dai rischi dell'intervento militare. "Non puoi aprirti la strada al cambio di regime con le bombe. Perciò quello che mi preoccupa è: qual è l’obiettivo? E abbiamo una strategia per raggiungerlo e chiudere la partita? Non sono sicuro che l’amministrazione abbia piani chiari su questa guerra". "In passato ci sono stati problemi di catene di approvvigionamento militari. L’abbiamo visto nella fornitura di ulteriori armi all’Ucraina. La realtà è che ci sono limiti al numero di missili e alle capacità di difesa aerea anche se abbiamo un esercito forte e un enorme supporto industriale. Ma alla fine nessun Paese è completamente pronto per un’ampia guerra regionale, ovvero ciò in cui siamo coinvolti ora". "È una guerra che copre il Medio Oriente e 4-5 settimane di continui attacchi richiedono logistica e mobilizzazione, e non ho dubbi che le nostre forze sono tese al massimo", sottolinea Panetta, che sperache la guerra duri "non più di 4-5 settimane perché se il regime resta al potere con nuovi leader sarà molto difficile produrre il tipo di cambiamento che vuole il presidente. La speranza a quel punto sarebbe probabilmente che i nuovi leader siano pronti a impegnarsi in negoziati che possano risolvere la guerra". E ancora: "Sarei molto sorpreso se decidesse di mandare truppe sul terreno in una invasione su larga scala dell’Iran. Per il costo di vite umane e perché abbiamo imparato in Iraq che non necessariamente produce i risultati sperati. Questo Paese è ancora preoccupato per le guerre eterne in Medio Oriente, gli ultimi sondaggi mostrano che almeno il 70-80% si preoccupa per la direzione di questa guerra, perciò non prevedo soldati Usa sul terreno".
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